La rivincita del promissario acquirente

Art. 87 bis l.f.: la Cassazione dice no al reclamo e sì alla domanda di rivendica o restituzione

Con la pronuncia in commento, la Corte di Cassazione ha escluso i caratteri della decisorietà e della definitività del provvedimento reso dal Giudice Delegato ai sensi dell’art. 87 bis l.f. e dell’eventuale reclamo proposto avverso il medesimo provvedimento ai sensi dell’art. 26 l.f.. Ciò atteso che la richiesta di restituzione può essere validamente coltivata in sede di verifica dello stato passivo, sulla base di quanto previsto dall’art. 103 l.f..

Da cui l’inammissibilità del relativo ricorso straordinario in Cassazione proposto ai sensi dell’art. 111 Cost..

Nella fattispecie, i ricorrenti presentavano ricorso in Cassazione avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale aveva respinto il reclamo proposto dai medesimi, ai sensi dell’art. 26 l.f., avverso il provvedimento con il quale il Giudice Delegato del Fallimento aveva rigettato la richiesta di restituzione presentata ai sensi dell’art. 87 bis l.f..

Il Tribunale, respingendo la richiesta, aveva già rilevato che l’istanza di restituzione poteva essere coltivata a mezzo della presentazione di una domanda di rivendica o restituzione.

La Cassazione ha parimenti ritenuto inammissibile il ricorso e si è pronunciata per affermare il relativo principio di diritto nell’interesse della legge, ai sensi dell’art. 363 c.p.c..

La Suprema Corte ha cura di evidenziare come l’art. 87 bis l.f. preveda una deroga al procedimento di cui all’art. 103 l.f., al fine di agevolare la restituzione in sede di inventariazione dei beni mobili ai terzi che vantino sugli stessi diritti reali o personali, per l’ipotesi in cui i predetti diritti siano chiaramente riconoscibili, ossia incontestati ed oggettivamente non contestabili, senza necessità di effettuare verifiche di una qualche complessità.

Ancora, la Cassazione si sofferma sul carattere necessario (ma non sufficiente) del parere favorevole del Curatore e del Comitato dei creditori (il Codice della Crisi, peraltro, farà venir meno anche la necessarietà di detto parere favorevole).

Ciò per giungere ad affermare che, qualora Curatore e Comitato dei creditori non prestino il proprio consenso alla restituzione oppure il Giudice Delegato non ritenga il diritto fatto valere dall’istante chiaramente riconoscibile, il terzo richiedente dovrà attivare il procedimento previsto dall’art. 103 l.f..

Ragion per cui il provvedimento di rigetto dell’istanza presentata ai sensi dell’art. 87 bis l.f., non precludendo all’istante di ottenere tutela in sede di verifica dello stato passivo tramite la presentazione di una domanda di rivendica o restituzione, non ha natura decisoria né definitiva in ordine alla insussistenza del diritto vantato dal terzo.

La Suprema Corte ha fatto così chiarezza sul tema della tutela dell’istante per il caso di rigetto della richiesta di restituzione ex art. 87 bis l.f., a fronte della mancanza di un’espressa norma in proposito e a beneficio del principio di economia processuale.

Cass., Sez. I, 23 aprile 2021, n. 10833

Roberta Maria Pagani – r.pagani@lascalaw.com

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