Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Nuovo arresto sul tema dell’onere della prova in materia di usura

Con la recentissima sentenza n. 663 del 06.05.2016, il Tribunale di Trani ha definito il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo promosso da un consumatore in danno di una società finanziaria Cliente dello studio, sulla scorta dell’asserito presupposto secondo cui nel caso di specie sarebbero stati applicati interessi usurari.

Nell’escludere il carattere usurario degli interessi praticati in contratto, il Giudice adito ha ribadito che l’onere della prova in tema di usura e di asserita nullità della relativa clausola, ex art. 1815, co. II., c.c., grava sull’opponente.

La ragione, spiega il Giudice, risiede nel fatto che “il rilievo di ufficio della nullità contrattuale, tesa alla tutela di interessi generali non sacrificabili, deve essere esercitato sempre, però, che tale nullità emerga sulla base dei fatti allegati e provati o, comunque, emergenti “ex actis” (cfr. Cass. Civ., Sez. I, n. 25841 del 18/11/2013; cfr. anche Cass. Civ., Sez. I, n. 5249 del 16/03/2016)”.

A tal proposito, precisa, gli opponenti “non hanno prodotto né una perizia stragiudiziale né, soprattutto, i decreti ministeriali determinativi del c.d. tasso soglia riferiti al periodo in contestazione, la cui natura di atti amministrativi rende inapplicabile il principio “jura novit” curia, di cui all’art. 113 cod. proc. civ., che va coordinato con l’art. 1 delle dips. prel. al cod. civ., il quale non comprende detti atti nelle fonti del diritto (cfr. Cass. Civ. Sez. 3, n. 8742 del 16/06/2001)”.

Peraltro, “La consulenza tecnica d’ufficio non è, invero, mezzo istruttorio in senso proprio, avendo la finalità di coadiuvare il giudice nella valutazione di elementi acquisiti o nella soluzione di questioni che necessitino di specifiche conoscenze”.

Ne consegue che “il suddetto mezzo di indagine non può essere utilizzato al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume, ed è quindi legittimamente negata qualora la parte tenda con essa a supplire alla deficienza delle proprie allegazioni o offerte di prova, ovvero di compiere una indagine esplorativa alla ricerca di elementi, fatti o circostanze non provati”.

Alla luce delle suesposte considerazioni, il Tribunale ha quindi respinto la richiesta di ammissione di C.T.U. contabile.

Trib. Trani, 06 maggio 2016, n. 663

27 giugno 2016

Alessandra Palermoa.palermo@lascalaw.com

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