Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Arco temporale eccessivo: piano del consumatore non omologato

Il Tribunale di Pisa, in composizione collegiale, con il decreto in esame ha revocato un piano del consumatore ex L. 3/2012, precedentemente omologato, ritenendolo inammissibile a causa della sua eccessiva durata.

Questo l’esito del giudizio che ha visto il nostro Studio assistere un primario Istituto di credito al quale – nell’ambito di una procedura di sovraindebitamento ex L. 3/2012 – era stato riconosciuto il pagamento al 100% di un mutuo ipotecario, in 480 rate mensili (ben 40 anni!!!), con un tasso di interesse dell’1,5%.

Nell’interesse della Banca è stato proposto reclamo avverso il decreto di omologa del piano del consumatore, ed è stata contestata, da un lato, l’assenza di meritevolezza dei debitori, e dall’altra, la previsione di un termine di adempimento di 480 mesi (40 anni), senza aver tenuto conto dell’età anagrafica dei debitori.

Come è noto, infatti, può far ricorso alla procedura di sovraindebitamento – che in termini di ammissibilità giuridica deve assicurare il soddisfacimento di tutti i creditori in un lasso di tempo ragionevolmente breve –  il soggetto che versa in una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente.

Sovraindebitamento e lasso di tempo ragionevolmente breve che nel caso di specie, a nostro avviso, non sussistevano, sia perché dal piano del consumatore precedentemente omologato dal Giudice Delegato era emerso che i debitori non avevano ulteriori finanziamenti oltre al mutuo con la Banca sia perchè la dilazione del debito in 40 anni pregiudicava le ragioni di credito della stessa.

Il Tribunale di Pisa, dunque, condividendo integralmente le nostre osservazioni, ha accolto il reclamo, ha revocato il provvedimento reclamato e non ha omologato il piano del consumatore.

Nel caso di specie – afferma il Tribunale – “si è difronte a un arco temporale veramente inusitato, non raffrontabile con alcun precedente noto e destinato ad esaurirsi oltre il novantesimo anno di età dei debitori”.

Per il Tribunale, infatti, imporre all’unico creditore – nel caso de quo la Banca da noi assistita – di non poter esercitare azioni esecutive per 40 anni, eccede ogni possibile definizione di ragionevolezza.

Benché la legge n. 3/2012 non ponga un limite temporale al piano del consumatore, deve ritenersi valido, infatti, anche per la procedura di sovraindebitamento, il principio individuato dalla giurisprudenza di legittimità in tema di concordato preventivo, secondo cui “rientra nella causa concreta del concordato la durata ragionevolmente breve dell’esecuzione del piano per la soddisfazione dei creditori, anche per un’esigenza di effettivo rispetto del principio contenuto nell’art. 111 della Costituzione”.

Tribunale di Pisa, 05 luglio 2017, decreto n. 2606 (leggi il decreto)

Antonella Mafrica – a.mafrica@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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