27° pillola: approvato il decreto correttivo al Codice della Crisi d’Impresa

Cari Lettori,

giovedì scorso, 13 febbraio, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che reca disposizioni integrative e correttive al Codice della Crisi, a norma di quanto previsto dall’art. 1, comma 1 della Legge 8 marzo 2019, n. 20.

Il decreto legislativo provvede:

  • ad emendare il testo del Codice della Crisi da alcuni refusi ed errori materiali;
  • a chiarire il contenuto di alcune disposizioni;
  • ad apportare alcune modifiche dirette a meglio coordinare, innanzitutto sotto un profilo logico-giuridico, la disciplina dei diversi istituti previsti dal Codice;
  • ad integrare la disciplina del predetto Codice, in coerenza con i principi ed i criteri già esercitati, di cui alla legge delega n.155 del 2017, anche al fine di consentire una migliore funzionalità degli istituti.

Nell’esercizio della delega è stato tenuto conto anche della Direttiva UE 2019/1023 (Direttiva sulla ristrutturazione e sull’insolvenza) di cui abbiamo parlato nelle nostre Pillole.

Tra le novità più rilevanti, Vi segnalo innanzitutto la previsione di regime transitorio che differisce dal 15 agosto 2020 al 15 febbraio 2021 l’operatività dell’obbligo di segnalazione che grava sugli organi di controllo interno e sui revisori contabili, per le imprese che negli ultimi due esercizi non abbiano superato nessuno dei seguenti limiti:

– totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;

– ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;

– dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

Inoltre:

– viene chiarita la nozione di crisi, con una modifica al testo dell’art. 2 del Codice nel quale l’espressione “difficoltà” viene sostituita con quella di “squilibrio” e vengono introdotte alcune modifiche terminologiche all’art. 13, laddove si disciplinano gli indici della crisi, al fine di renderli maggiormente descrittivi di una situazione di difficoltà reversibile piuttosto che di una situazione di predizione di insolvenza.

– l’art. 14 viene modificato inserendo l’obbligo per gli organi di controllo societari, quando effettuano la segnalazione, di informarne senza indugio anche il revisore contabile o la società di revisione (e viceversa);

– nell’ambito della disciplina del piano di risanamento è stato espressamente inserito l’obbligo per il debitore di depositare, oltre all’elenco dei creditori e all’ammontare die crediti, anche l’elenco dei creditori estranei, con l’indicazione delle risorse destinate all’integrale soddisfacimento dei loro crediti alla data di scadenza;

– è stata chiarita la nozione di gruppo di imprese, precisando che sono esclusi dalla definizione normativa oltre che lo Stato anche gli enti territoriali;

– con riguardo alle “misure protettive” è stato inserito un nuovo comma all’art. 54, il quinto, a mente del quale “le misure protettive disposte conservano efficacia anche se il debitore, prima della scadenza fissata dal giudice ai sensi dell’art. 44, comma 1, lett. A), deposita domanda di apertura del concordato preventivo in luogo della domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti ovvero deposita domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione in luogo della proposta di concordato preventivo”.

Le novità più significative riguardano la disciplina delle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento che, all’interno del Codice, sono collocate nella parte prima, titolo IV, capo II, sezione II, art. 65 e ss . In particolare, sono stati integralmente trascritti gli artt. 71 e 81 del Codice, relativi alla esecuzione del piano di ristrutturazione dei debiti presentato dal consumatore e alla esecuzione del concordato minore.

Come si può rilevare l’impianto generale del Codice non è stato in alcun modo modificato né si segnalano novità “eclatanti”. Certamente si tratta di un intervento necessario non solo per la presenza di numerosi refusi all’interno del Codice ma anche per recepire, da una parte, i principi comunitari e, dall’altra, i chiarimenti offerti dal CNDCEC in occasione della elaborazione degli indici della crisi.

A presto.

Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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