Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Apertura della procedura di liquidazione del patrimonio: quali sono i presupposti?

Il Tribunale di Bari si è pronunciato in merito al reclamo proposto dal sovraindebitato avverso il provvedimento con il quale il Giudice Delegato aveva dichiarato l’inammissibilità della procedura liquidatoria ex art. 14 ter l. 3/2012.

Più in particolare il Tribunale ha sostenuto che il procedimento previsto dall’art.14 ter della L. n.3/2012, riguarda tutti i beni del debitore in stato di sovraindebitamento, con la sola esclusione di quelli indicati dal comma 6 della medesima norma.

Sicché, richiamando un principio ormai consolidato nella giurisprudenza di merito, il Tribunale barese ha ritenuto che l’insufficienza del patrimonio non sia ostativa all’apertura della procedura di liquidazione del patrimonio.

Sotto il profilo della meritevolezza della condotta del debitore, il Tribunale ha sottolineato come la procedura della liquidazione non preveda, a differenza di quanto disposto in tema di piano del consumatore, il diniego di omologazione in caso di sovraindebitamento colposo o di assunzione di obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere.

Pertanto, secondo il Tribunale decidente, il richiamo alla diligenza di cui alla lett. a) del terzo comma dell’art.14 ter, deve ritenersi rilevante al solo fine del beneficio dell’esdebitazione, oggetto di successiva ed ulteriore valutazione da parte del Giudice.

Ed ancora, il Tribunale ha statuito che la messa a disposizione di tutti i beni comporta che l’indicazione da parte del debitore della somma ritenuta necessaria per il mantenimento dell’intero nucleo familiare non sia vincolante, essendo rimessa alla valutazione discrezionale del Tribunale.

Infatti, nel caso di specie il debitore aveva indicato il limite di Euro 900,00, quale importo minimo necessario per il mantenimento del nucleo familiare.

Il Tribunale ha ritenuto che il suddetto limite debba ritenersi applicabile solo in caso di nucleo familiare mono reddito, non ritenendolo, invece, applicabile nei casi in cui il sovraindebitato possa contare sul contributo del coniuge, percettore di ulteriore reddito.

Ragione per cui in quest’ultimo caso ben potrebbe ipotizzarsi, secondo i Giudici di Bari, la riduzione del proposto importo mensile da escludere dalla liquidazione.

Il Tribunale di Bari ha, altresì, precisato come vadano esclusi dalla liquidazione i crediti impignorabili, ai sensi dell’art.545 c.p.c., ritenendo che la messa a disposizione del credito retributivo comporta l’apprensione, ai fini della liquidazione, di ogni ulteriore emolumento riconducibile al rapporto di lavoro, maturato o esigibile in futuro, nei limiti di pignorabilità innanzi indicati, ivi compreso il TFR.

Sulla base dei suddetti presupposti, il Tribunale ha accolto il reclamo presentato dal sovraindebitato e dichiarato l’apertura della procedura di liquidazione del patrimonio.

Trib. Bari, 3 maggio 2021

Ilaria Termine – i.termine@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Con una recente decisione, il Tribunale di Trani ha riconosciuto l’applicazione della sospensione...

Crisi e procedure concorsuali

A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

In tema di operazione di anticipo su fatture regolata in conto corrente, rappresenta una modalità ...

Crisi e procedure concorsuali

Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Con la pronuncia in commento, il Tribunale di Varese, facendo applicazione dell’orientamento già...

Crisi e procedure concorsuali

X