Diritto Processuale Civile

Antitrust: sanzionata per temerarietà l’omessa iscrizione a Ruolo delle cause promosse con atto di citazione su Fori diversi da quelli dei consumatori

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, 31 luglio 2013, n. 24473 (leggi il provvedimento per esteso)

Con provvedimento n. 24473 del 31 luglio 2013, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato una nota società di recupero crediti attiva sul territorio nazionale, condannandola al pagamento di una elevata sanzione, ravvisando, nella condotta dell’operatore una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, comma II, 24 e 25 del Codice  del Consumo.

Ciò in quanto, nel tentativo di recuperare vari crediti commerciali su mandato dei propri clienti (tutte primarie società finanziarie e/o commerciali), la società mandataria aveva notificato, per il tramite dei propri legali, a migliaia di consumatori atti di citazione promossi avanti a Fori diversi da quelli di appartenenza del consumatore – pertanto, territorialmente incompetenti -, senza poi procedere, nella quasi totalità dei casi, all’iscrizione delle rispettive cause a ruolo.

L’Antitrust ha quindi ritenuto la condotta della società di recupero crediti sufficiente ad integrare gli elementi tipici degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, poiché “idonea ad indurre il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso”.

In particolare, prosegue l’Autorità nelle proprie valutazioni conclusive, la condotta della società di recupero crediti è stata ritenutaidonea a determinare nel consumatore medio un indebito condizionamento, ingenerando il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto, piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario. Gli atti di citazione – manifestamente temerari – inoltrati sono idonei a esercitare, infatti, nei confronti dei destinatari, un notevole grado di pressione psicologica suscettibile, nella sostanza, di determinare un significativo condizionamento delle scelte e dei comportamenti”.

Per concludere, a parere dell’Antitrust la suesposta condotta è quindi da ritenersi contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico dei consumatori coinvolti.

La questione è di grande attualità e questo provvedimento dell’AGCM mette in luce i profili di estrema delicatezza che investono la condotta di operatori e professionisti (avvocati in primis). Non mancheranno sviluppi dei quali vi terremo informati.

(Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com)

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