Il Manuale Utente delle comunicazioni oggettive

Antiriciclaggio: quadro europeo e impatto della Brexit

Nella newsletter n. 2 del 2021, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (“UIF”) affronta il tema degli sviluppi antiriciclaggio nell’Unione Europea e dell’impatto della “Brexit”.

Nel dettaglio, la UIF segnala il Piano d’azione “su una politica organica nella prevenzione e contrasto del riciclaggio e finanziamento del terrorismo” (il “Piano d’Azione”), adottato il 7 maggio 2020 dalla Commissione Europea. Le aree di intervento individuate nel Piano si articolano su sei pilastri: (i) più efficace recepimento delle regole europee a livello nazionale; (ii) maggiore armonizzazione normativa, da perseguire anche con l’adozione di un regolamento, direttamente applicabile; (iii) assetto di supervisione europeo basato sull’istituzione di un organismo sovranazionale; (iv) rafforzamento delle attività e della collaborazione delle Financial Intelligence Units (“FIU”) con l’istituzione di un meccanismo europeo di supporto e coordinamento (il “Meccanismo”); (v) più incisivi presidi penali; (vi) consolidamento del ruolo dell’Unione Europea nelle politiche globali del GAFI e nell’interlocuzione con i paesi terzi.

Al riguardo, la UIF precisa, altresì, che il Consiglio Europeo, con le “Conclusions” del 5 novembre 2020, ha accolto con favore il Piano d’Azione presentato a maggio dalla Commissione Europea. In particolare, il sono state sottolineate l’importanza di regole antiriciclaggio più armonizzate anche nelle materie della segnalazione di operazioni sospette e della collaborazione tra autorità; la necessità di forme di supervisione europea sulla compliance antiriciclaggio incentrate su un organismo sovranazionale secondo una logica di sussidiarietà; l’esigenza di un Meccanismo europeo di supporto e coordinamento per le FIU, di cui vengono delineate le caratteristiche essenziali.

Con riferimento a tale Meccanismo, l’Italia ha promosso, lo scorso dicembre, una “Posizione Comune”, delineandone compiti e caratteristiche. Il Meccanismo, infatti, dovrebbe (i) affiancare le FIU nazionali favorendo l’omogeneità e l’efficacia dei metodi e degli strumenti, fornire impulso alla collaborazione tra le FIU nelle varie forme in cui questa può svolgersi, promuovere “analisi congiunte” su casi di rilievo cross-border; (ii) nonché, attraverso apposite linee-guida, favorire la convergenza su una comune nozione di “sospetto” ai fini delle segnalazioni, su un coerente approccio all’“analisi” quale funzione caratteristica delle FIU, sulle modalità e i contenuti degli scambi di informazioni, specie su operazioni cross-border. Mentre, le funzioni “core”, relative alla ricezione di segnalazioni di operazioni sospette, all’analisi finanziaria e alla disseminazione a supporto delle indagini, dovranno necessariamente rimanere radicate nelle FIU di ciascuno Stato.

Con riferimento alla “Brexit”, la UIF precisa che, il 31 dicembre 2020, il Regno Unito è divenuto a tutti gli effetti un paese terzo per l’Unione Europea, uscendo dalla sfera di applicazione delle regole europee e che per la definizione dei rapporti tra quest’ultima e il Regno Unito dopo la Brexit è stato sottoscritto lo scorso 24 dicembre un dettagliato accordo sugli scambi e la cooperazione (“Trade Agreement”). Tale accordo, tuttavia, non contiene specifici riferimenti ai presìdi di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo da mantenere o introdurre a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Viene indicata la necessità che le parti si scambino informazioni “pertinenti”, ove opportuno, conformemente ai rispettivi quadri legali; è inoltre richiamato il dovere, per il Regno Unito, di assicurare la trasparenza della titolarità effettiva di enti e società, con un generale rinvio agli standard del GAFI e alle corrispondenti disposizioni europee.

Il Trade Agreement non affronta nemmeno il tema della collaborazione della FIU inglese con le FIU dell’Unione Europea. Al riguardo, la Brexit determina il venir meno dell’obbligo reciproco di inoltrare le segnalazioni di operazioni sospette che presentino caratteristiche cross-border, nonché dell’obbligo di recepire la Direttiva (UE) n. 2019/1153 sulla collaborazione domestica e internazionale tra le FIU e gli organi investigativi. Inoltre, la FIU inglese non è più ammessa all’utilizzo della rete “FIU.NET”; la collaborazione operativa viene assicurata attraverso la rete “Egmont”, secondo lo stesso regime applicabile a tutte le FIU extra-europee.

La UIF osserva, inoltre, che la robustezza dei presìdi antiriciclaggio propri del sistema britannico formerà oggetto delle valutazioni per il riconoscimento di forme di “equivalenza”. Pur restando in un perimetro di generale compatibilità con le direttive e gli altri strumenti europei in materia, infatti, il sistema antiriciclaggio del Regno Unito potrebbe subire un processo di graduale divaricazione da quello dell’Unione. A tal riguardo, la UFI sottolinea l’importanza di evitare di ingenerare forme di competizione “al ribasso” e conseguenti arbitraggi, in un contesto che resta di forte integrazione delle economie. Sotto questo profilo occorre anche evitare incertezze e discontinuità nell’operatività e nella collaborazione tra le FIU.

Isabella Frisoni – i.frisoni@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Il 19 marzo 2021, il Financial Action Task Force - Gruppo d’azione finanziaria (“FATF-GAFI”) h...

Antiriciclaggio

Arriva in Gazzetta Ufficiale la Direttiva (UE) sul whistleblowing

È stata pubblicata la Newsletter n. 3 del 2021, con la quale l’Unità di informazione finanziaria...

Antiriciclaggio

Il Manuale Utente delle comunicazioni oggettive

Il Financial Action Task Force - Gruppo d’azione finanziaria (c.d. “FATF-GAFI”), organismo int...

Antiriciclaggio

X