Pubblicato il Rapporto Annuale della UIF per l’anno 2018

Antiriciclaggio: manuale di istruzioni del CNDCEC

In data 22 maggio 2019, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (“CNDCEC”) ha pubblicato le Linee Guida per la valutazione del rischio, adeguata verifica della clientela, conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni ai sensi del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (“Linee Guida”).

Le Linee Guida fanno seguito alle c.d. “Regole Tecniche Antiriciclaggio” (per il cui approfondimento si rinvia: I commercialisti hanno le proprie Regole Tecniche Antiriciclaggio) approvate il 16 gennaio 2019 al fine integrare la normativa primaria (D.Lgs. 231/2007) e declinarla secondo le caratteristiche proprie dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio.

Nonostante le Regole Tecniche Antiriciclaggio siano vincolanti per i destinatari, le Linee Guida hanno valenza meramente esemplificativa e si pongono l’obiettivo di aiutare l’interprete nell’adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. 231/2007 e, appunto, dalle Regole Tecniche Antiriciclaggio. Esse, inoltre, sono frutto di orientamenti interpretativi maturati nel corso del tempo, anche in base alle esperienze proprie dei destinatari, ma potranno essere modificate nel caso in cui le varie Autorità diffondano interpretazioni ufficiali su specifici aspetti.

Ad ogni modo, le Linee Guida seguono lo schema delineato dalle Regole Tecniche Antiriciclaggio e, quindi, trattano dei temi riguardanti (i) l’autovalutazione dei rischi, (ii) l’adeguata verifica della clientela e (iii) la conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni.

Per quanto riguarda il primo tema, occorre segnalare che la metodologia di autovalutazione viene sviluppata nelle seguenti fasi di attività:

  • identificazione del rischio inerente, per tale intendendosi la raccolta delle informazioni e l’identificazione e valutazione dei rischi a cui il soggetto obbligato è esposto in ragione dell’attività svolta. Al fine di identificare tale rischio, il soggetto obbligato deve prendere in considerazione anche le risultanze, in termini di individuazione del livello di rischio, delle procedure di adeguata verifica effettuate nei confronti di ciascun cliente;
  • analisi delle vulnerabilità, per tale intendendosi la valutazione dell’idoneità dei presidi organizzativi, procedurali e di controllo concretamente implementati dal soggetto obbligato rispetto ai rischi precedentemente identificati al fine di individuare eventuali vulnerabilità nei presidi;
  • analisi delle vulnerabilità, per tale intendendosi la valutazione dell’idoneità dei presidi organizzativi, procedurali e di controllo concretamente implementati dal soggetto obbligato rispetto ai rischi precedentemente identificati al fine di individuare eventuali vulnerabilità nei presidi;
  • determinazione del rischio residuo, per tale intendendosi la valutazione del rischio a cui il soggetto obbligato rimane esposto, tenuto conto dell’esame e analisi delle vulnerabilità, con conseguente individuazione delle iniziative correttive da intraprendere ai fini della sua mitigazione.

Attraverso tale metodologia, dopo aver effettuato l’identificazione del rischio inerente e l’analisi delle vulnerabilità, si evidenzia il rischio residuo, che prevede l’adozione di misure organizzative per la sua gestione e mitigazione.

L’autovalutazione del rischio non va confusa con la valutazione del rischio attinente l’adeguata verifica della clientela. La valutazione del rischio effettivo svolta al fine di determinare la tipologia di adeguata verifica da adottare (semplificata, ordinaria, rafforzata), infatti, avviene svolta attraverso il seguente processo:

  • valutazione del rischio inerente;
  • valutazione del rischio specifico;
  • determinazione del rischio effettivo;
  • misure di adeguata verifica (graduazione).

A tal proposito, le Linee Guida, oltre a contenere alcuni esempi pratici per l’individuazione del titolare effettivo nelle situazioni più complesse, elencano una serie di attività che per loro natura hanno un rischio intrinseco “non significativo” (a cui si applicano le misure semplificate), “poco significativo” (a cui si applicano le misure semplificate) “abbastanza significativo” (a cui si applicano le misure ordinarie) o “molto significativo” (a cui si applicano le misure rafforzate).

Con riguardo agli obblighi di conservazione, le Linee Guida confermano che l’istituzione e tenuta del fascicolo del cliente costituisce idonea modalità di conservazione dei dati e delle informazioni assunte ai fini del rispetto della normativa antiriciclaggio. Indipendentemente dalla modalità (informatica o cartacea) scelta per la conservazione dei dati e delle informazioni, le Linee Guida individuano, a seconda del risultato della valutazione del rischio del cliente, una serie di documenti, dati e informazioni che possono alimentare e integrare il fascicolo della clientela. Per le prestazioni a rischio inerente ritenuto “non significativo”, sarà sufficiente formare il fascicolo della clientela con la sola documentazione indicata dalle Regole Tecniche Antiriciclaggio.

CNDCEC Linee Guida

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