Antiriciclaggio

Antiriciclaggio e operazioni factoring: Banca d’Italia avvia la consultazione introducendo importanti semplificazioni circa agli obblighi di adeguata verifica e registrazione

Banca d’Italia ha sottoposto a consultazione pubblica alcune modifiche alle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela e registrazione in Archivio Unico Informatico (Provvedimenti della Banca d’Italia del 3 aprile 2013) relative agli obblighi antiriciclaggio applicabili al debitore ceduto nell’ambito delle operazioni di cessioni di crediti in massa.

Tale consultazione prende le mosse da una serie di difficoltà di ordine pratico segnalate all’Autorità di Vigilanza da parte delle società di factoring. Secondo quanto rappresentato, infatti, le società di factoring non avrebbero solitamente rapporti diretti con i debitori ceduti né potrebbero avvantaggiarsi di forme di identificazione eventualmente svolte dai creditori originari, in quanto questi sono per lo più società commerciali non sottoposte ad obblighi antiriciclaggio.

Banca d’Italia ha verificato se vi siano i margini per una revisione della disciplina secondaria che, pur riducendo gli oneri a carico delle società di factoring, non si traduca in un abbassamento dei presidi antiriciclaggio del sistema italiano. Gli approfondimenti condotti hanno messo in evidenza che:

  • le società di factoring incontrano oggettive difficoltà nell’acquisire il documento di identità del debitore;
  • il principale rischio di riciclaggio nel factoring è connesso alle truffe conseguenti alla mancanza di un reale rapporto commerciale tra cedente e ceduto (cfr. comunicazione UIF del 16 marzo 2012); tale rischio è efficacemente presidiato attraverso l’adeguata verifica del creditore cedente (unica controparte contrattuale del factor) accompagnata dal monitoraggio dei pagamenti ricevuti dai debitori ceduti (ancorché non sottoposti ad adeguata verifica);
  • in numerosi paesi europei le società di factoring non sono obbligate a sottoporre ad adeguata verifica i debitori ceduti, ma solo a monitorarne l’operatività al fine di cogliere eventuali elementi di sospetto.

Le modifiche chiariscono che il ceduto non è cliente, nemmeno occasionale, della società cessionaria; pertanto, le operazioni dallo stesso effettuate non vanno sottoposte ad adeguata verifica né registrate in Archivio Unico Informatico.

Considerato il carattere limitato dell’intervento normativo prospettato, il termine per la consultazione è fissato al 19 settembre 2014.

4 settembre 2014

(Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com)

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