Antiriciclaggio

Antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo: operazioni e rapporti con persone politicamente esposte

Con il comunicato del 9 febbraio 2011, Banca d’Italia ha richiamato l’attenzione dei soggetti tenuti alla segnalazione di operazioni sospette sulla circostanza che, ai sensi dell’art. 28, comma 5, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, vige, nei confronti delle persone politicamente esposte (PEP), l’obbligo di adozione di misure rafforzate di adeguata verifica della clientela.  Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera o) del menzionato decreto, per “persone politicamente esposte” si intendono le persone fisiche residenti in altri Stati comunitari o in Stati extracomunitari, che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche, nonché i loro familiari diretti o coloro con i quali tali persone intrattengono notoriamente stretti legami, individuate sulla base dei criteri di cui all’allegato tecnico al decreto medesimo.

La citata sottolineatura ricopre una particolare importanza nell’attuale momento storico, in relazione alle note turbolenze in corso in alcuni Paesi del Nord Africa e alle possibili implicazioni che ne possano derivare in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Per quanto concerne le PEP si ricorda, poi, come anche il Provvedimento della Banca d’Italia 24 agosto 2010, n. 616, recante gli indicatori di anomalia per gli intermediari, individui, tra l’altro, all’articolo 2 dell’Allegato, tra i comportamenti inusuali adottati dal cliente senza fornire alcuna plausibile giustificazione, quelli delle persone politicamente esposte. Tali ultime condotte si sostanziano in rapporti accesi in Italia per effettuare esclusivamente operazioni di trasferimento da e verso l’estero, ovvero in operazioni effettuate in Italia senza alcuna motivazione economica, nonostante risulti più conveniente e più rapido effettuarle nel Paese di provenienza.

Con un successivo comunicato del 1° marzo 2011, Banca d’Italia ha inoltre sottolineato come la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 26 febbraio 2011, n. 1970 abbia previsto, tra l’altro, l’adozione di misure di congelamento dei fondi e delle risorse economiche possedute, direttamente o indirettamente, da alcuni membri della famiglia di Muammar Qadhafi.

Si è contestualmente  reso noto come, sul piano internazionale, siano state avviate iniziative volte a congelare le attività riconducibili a persone ed entità del Governo della Libia.

Alla luce di quanto riportato, Banca d’Italia ha evidenziato la necessità che, in caso di operazioni sospette riconducibili a fenomeni di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, i soggetti tenuti le segnalino con la massima tempestività.

 

(Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com)

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