Misure antiriciclaggio minime e supplementari per i Paesi terzi

Antiriciclaggio: anche l’IVASS taglia il traguardo

L’atteso Provvedimento di attuazione del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal D.Lgs. 25 maggio n. 2017, n. 90 (“Normativa Antiriciclaggio”), è stato emanato dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (“IVASS”) in data 12 febbraio 2019.

In particolare, l’IVASS ha pubblicato il Regolamento n. 44 del 12 febbraio 2019 (“Regolamento”) recante “disposizioni attuative volte a prevenire l’utilizzo delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo in materia di organizzazione, procedure e controlli interni e di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231”.

Il Regolamento dà attuazione all’articolo 7, comma 1, lettera a), D.Lgs. 231/2007 e tiene anche conto degli Orientamenti congiunti delle Autorità di Vigilanza europee (“EBA”, “ESMA” e “EIOPA”, congiuntamente intese come “ESAs”) sulle misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica della clientela e sui fattori di rischio, pubblicati il 4 gennaio 2018 (“Orientamenti Congiunti”).

L’IVASS ha colto l’opportunità per strutturare in maniera organica la previgente normativa secondaria, integrando in un unico regolamento la disciplina di cui ai Regolamenti n. 41/ 2012 e n. 5/2014 (ora abrogati).

Il Regolamento definisce i requisiti generali, ponendo le premesse per disciplinare in dettaglio – con separate disposizioni che l’IVASS sarà chiamata ad adottare ai sensi degli articoli 15, comma 3, e 16, comma 2, D.Lgs. 231/2007 – i seguenti aspetti:

  • – i criteri per condurre a regime l’autovalutazione periodica e i dati quali-quantitativi da comunicare all’Autorità di vigilanza per consentire di valutare la differente rischiosità di ogni impresa (incluse le sedi secondarie di Paesi dello spazio economico europeo e terzi);
  • – i requisiti dimensionali e organizzativi delle imprese e sedi secondarie che, sulla base dei principi di proporzionalità e dell’approccio basato sul rischio, potranno adottare presidi, controlli e procedure antiriciclaggio di minore complessità;
  • – i requisiti dimensionali e organizzativi degli intermediari assicurativi (incluse le sedi secondarie di quelli di Paesi dello spazio economico europeo), esposti a maggiori rischi di riciclaggio, che saranno tenuti ad adottare presidi, controlli e procedure – sinora non previsti – per valutare e gestire i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Il Regolamento si compone di 61 articoli, ripartiti in cinque Capi.

Nello specifico, il Capo I contiene le disposizioni di carattere generale (articoli da 1 a 4), tra cui le norme a fondamento del potere regolamentare esercitato, la definizione delle espressioni usate nel testo, l’ambito di applicazione e la declinazione dei principi di proporzionalità e di approccio fondato sul rischio.

Il Capo II riguarda il sistema dei controlli interni in materia di prevenzione del riciclaggio (articoli da 5 a 28) e si compone di cinque sezioni:

  • – la Sezione I è dedicata ai principi generali in tema di controllo interno ed è stata ampliata per specificare gli obiettivi delle imprese in tema di governo societario e di controllo interno, inclusi gli adempimenti minimi previsti per le sedi secondarie;
  • – la Sezione II disciplina il ruolo e i compiti degli organi sociali. In particolare, è stato introdotto l’obbligo di definire una policy che individui, in modo analitico e motivato, le scelte (in termini di processi, assetto dei controlli, funzioni aziendali deputate, adeguata verifica della clientela) che le imprese intendono compiere per adempiere in concreto gli obblighi antiriciclaggio sulla base dei principi di proporzionalità e di approccio fondato sul rischio;
  • – la Sezione III riguarda i presidi organizzativi antiriciclaggio;
  • – la Sezione IV precisa la disciplina nell’ambito dei gruppi assicurativi. Alla capogruppo – nell’esercizio dei compiti di direzione, coordinamento e controllo – viene richiesto di garantire una pronta e omogenea identificazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo ai quali è esposto il gruppo medesimo;
  • – la Sezione V riguarda gli adempimenti posti in capo agli intermediari assicurativi. In particolare, la normativa primaria ha incluso tali soggetti nella definizione di “intermediari bancari e finanziari”. Ciò comporta la necessità di disciplinare gli obblighi di conservazione di documenti, dati e informazioni in capo agli intermediari assicurativi (i quali potevano essere assolti in precedenza mediante la mera trasmissione all’impresa di riferimento).

Il Capo III riguarda gli obblighi di adeguata verifica (articoli da 29 a 55), mentre il Capo IV disciplina due fattispecie particolari: il contratto per conto altrui (articolo 56) e l’adempimento dell’obbligo di pagamento di premi assicurativi (articolo 57). La novità introdotta riguarda l’articolo 56, ove viene individuato il momento di instaurazione del rapporto continuativo e di esecuzione dell’operazione ai fini dell’acquisizione e della verifica dei dati identificativi degli assicurati di polizze collettive che rivestono la qualifica di titolari effettivi. Inoltre, viene eliminata l’equiparazione all’esecutore del soggetto che adempie all’obbligo di pagamento del premio. Nei confronti di quest’ultimo soggetto viene comunque previsto l’obbligo di identificare e di acquisire l’informazione circa la relazione con il contraente della polizza.

Infine, il Capo V reca le disposizioni finali (articoli da 58 a 61) concernenti le abrogazioni, la pubblicazione e l’entrata in vigore del testo regolamentare, prevista a decorrere dal 1° maggio 2019.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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