Antiriciclaggio: adeguata verifica per gli operatori non finanziari

Antiriciclaggio, adeguata verifica per gli operatori non finanziari

In data 19 settembre 2019, Banca d’Italia ha pubblicato in consultazione il Provvedimento recante “disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela e di conservazione dei dati e delle informazioni per gli operatori non finanziari iscritti nell’elenco di cui all’articolo 8 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350” (“Provvedimento Banca d’Italia”), che dà attuazione alle previsioni contenute nel D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90 di recepimento della Direttiva (UE) 2015/849 (“IV Direttiva Antiriciclaggio”).

Considerato che la Banca d’Italia, ai sensi del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (“Decreto Antiriciclaggio”), è chiamata ad adottare, oltre che nei confronti degli intermediari bancari e finanziari, anche con riguardo agli operatori non finanziari le disposizioni di attuazione al Decreto Antiriciclaggio (art. 7, comma 1, lettera a), D.Lgs. 231/2007), il Provvedimento di Banca d’Italia posto in consultazione pubblica è volto a dare attuazione alle previsioni sull’adeguata verifica della clientela contenute nel decreto antiriciclaggio e si rivolge agli operatori iscritti nell’elenco che svolgono l’attività di trattamento delle banconote in euro.

Il Provvedimento di Banca d’Italia, in linea con la nuova disciplina antiriciclaggio, prevede che gli operatori graduino le modalità e la profondità delle analisi da effettuare ai fini dell’adempimento degli obblighi di adeguata verifica in modo coerente con l’effettiva esposizione ai rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (c.d. “approccio basato sul rischio”).

In tale contesto, il documento in esame precisa i criteri generali fissati dal Decreto Antiriciclaggio sulla base dei quali gli operatori non finanziari dovranno definire il profilo di rischio da attribuire al singolo cliente (c.d. “profilatura”).

Il Provvedimento di Banca d’Italia prevede che l’elaborazione del profilo di rischio si basi, per quanto possibile, su procedure informatiche e che l’abbassamento del suo livello sia circoscritto a casi eccezionali. Si tiene, altresì, conto del nuovo regime degli obblighi semplificati che ha eliminato le fattispecie qualificate ex lege come a basso rischio di riciclaggio.

In linea con l’approccio basato sul rischio, infatti, il Decreto Antiriciclaggio attribuisce agli operatori non finanziari il compito di valutare le situazioni cui applicare misure semplificate di adeguata verifica. A tale scopo, il Provvedimento di Banca d’Italia richiama i fattori di basso rischio previsti dal D.Lgs. 231/2007 e, in attuazione della facoltà attribuita alla Banca d’Italia quale Autorità di vigilanza di settore, indica quale ulteriore fattore di potenziale basso rischio lo status di intermediario bancario e finanziario.

Ad ogni modo, nella redazione del Provvedimento di Banca d’Italia, l’Autorità di vigilanza ha tenuto conto delle peculiarità che caratterizzano l’attività di trattamento del contante da parte degli operatori che, come noto, si dispiega sovente all’interno di relazioni di tipo trilaterale. Dette relazioni vedono, di norma, coinvolti gli operatori (soggetti cui sono indirizzate le disposizioni del Provvedimento di Banca d’Italia), i loro clienti (principalmente, intermediari bancari e finanziari che hanno esternalizzato l’attività di trattamento del contante) e il soggetto nei confronti del quale l’operatore effettua in concreto la prestazione (c.d. soggetto servito, ad esempio, operatori della grande distribuzione, money transfer, etc.) per lo più cliente dell’intermediario.

In tale contesto, le disposizioni in esame assicurano che gli operatori svolgano l’adeguata verifica nei confronti dei propri clienti e, al contempo, per conferire effettività all’impianto antiriciclaggio, richiedono agli stessi di svolgere un’attività di monitoraggio sull’operatività dei “soggetti serviti”, così da poter essere in grado di cogliere eventuali anomalie o incongruenze da valutare ai fini dell’inoltro di una segnalazione di operazione sospetta alla UIF.

In conclusione, si segnala che il Provvedimento di Banca d’Italia è strutturato come segue:

  • – Parte Prima: definisce i criteri generali che gli operatori devono seguire per la valutazione dei fattori di rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
  • – Parte Seconda: disciplina il contenuto degli obblighi di adeguata verifica della clientela;
  • – Parte Terza: precisa i principi generali e il contenuto degli obblighi semplificati di adeguata verifica;
  • – Parte Quarta: definisce i principi generali e il contenuto degli obblighi rafforzati di adeguata verifica;
  • – Parte Quinta: precisa le modalità di esecuzione degli obblighi di adeguata verifica da parte di terzi;
  • – Parte Sesta: individua i criteri che gli operatori applicano nel caso di prestazione resa nei confronti di un soggetto diverso dal cliente, c.d. soggetto servito.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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