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Ancora valida la notifica in cancelleria dopo la Legge n. 183 / 2011?

Cass., 12  ottobre 2015, n. 20478 (leggi la sentenza)

Con l’ordinanza interlocutoria in oggetto la Suprema Corte di Cassazione si è occupata di una questione di particolare importanza, quella cioè relativa alla persistenza o meno della validità esclusiva della comunicazione in cancelleria, ex art. 366 c.p.c., degli atti preparatori dell’adunanza in camera  di consiglio e dei provvedimenti interlocutori successivi, in seguito alle modifiche apportate all’art. 136 c.p.c., commi 2 e 3 (richiamato anche dall’art. 366 c.p.c.) dalla Legge n. 183 del 2011, con cui si è previsto che la cancelleria debba effettuare le comunicazioni alle parti a mezzo PEC, e qualora non sia possibile procedere in tal senso, a mezzo telefax.

In particolare, nel caso di specie affrontato con una ordinanza interlocutoria del 31 ottobre 2014 era stata ordinata al ricorrente la rinnovazione della notifica del ricorso in cassazione a controparte (essendo stata rileva6ta la nullità della prima notificazione) entro il termine di giorni 90 dalla comunicazione dell’ordinanza sopra citata. In seguito, il relatore della Sezione depositava in cancelleria una apposita relazione ai sensi dell’art. 380 bis cpc (“procedimento per la decisione sull’inammissibilità del ricorso e per la decisione in camera di consiglio”) nella quale rilevava che il termine perentorio assegnato al ricorrente non era stato ottemperato e che, in applicazione dell’art. 371 bis c.p.c., si doveva proporre dunque la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

La Corte di Cassazione, alla luce della relazione, ha rilevato tuttavia che il ricorrente aveva provveduto a depositare la documentazione attestante la rinnovazione eseguita in data 13.07.2015 e riteneva di non poter condividere le conclusione della relazione di cui sopra. La Suprema Corte ha precisato infatti che il ricorrente aveva effettuato la rinnovazione nei confronti della convenuta con notifica a mezzo posta in data 13.07.15, perfezionatasi in data 15.07.2015, ritenendo quindi che la stessa fosse stata correttamente effettuata. A fronte di quanto appena esposto il Collegio ha ritenuto necessario valutare la tempestività o meno della rinnovazione che deve essere accertata tenendo conto della data della prima comunicazione valida dell’ordinanza interlocutoria con cui veniva assegnato il già citato termine. La comunicazione era avvenuta una prima volta presso la cancelleria in data 11.11.2014, stante la mancata elezione di domicilio in Roma da parte del ricorrente, e una seconda volta a mezzo fax in data 13.04.2015. Pertanto, ha affermato la Corte, qualora si prendesse in considerazione la prima comunicazione, ritenendo valida soltanto quella eseguita presso la cancelleria, il ricorso sarebbe inammissibile. Al contrario, lo stesso sarebbe ammissibile nel caso in cui si facesse riferimento soltanto alla comunicazione a mezzo fax, e privando di validità la prima.  Il Collegio ha quindi evidenziato che in materia di comunicazioni delle ordinanza interlocutorie di integrazione del contraddittorio non vi sono pronunce consonanti, poiché da una lato nel 2012 (Cass. ord., 15.05.2012, n. 7625) la Suprema Corte si è espressa ritenendo sufficiente la sola comunicazione in cancelleria, escludendo gli altri mezzi alternativi (fax e posta elettronica della parte). Dall’altro lato invece, con pronunce più recenti la Cassazione ha negato la validità della sola comunicazione in cancelleria qualora nel ricorso sia indicato l’indirizzo di posta elettronica o il numero di fax (Cass. Ord, 18.03.2013, n. 6572) o se sia stato richiesto l’invio di comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata (Cass., ord., 08.04.2015, n. 7932).

La Suprema Corte ha ritenuto che sia questione di estrema importanza quella relativa proprio alla validità esclusiva o meno della comunicazione in cancelleria che venga effettuata ai sensi dell’art. 366 c.p.c.  degli atti preparatori dell’adunanza in camera di consiglio e dei provvedimenti interlocutori ed ha quindi rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezione Unite, affinché tale questione possa finalmente essere risolta.

12 novembre 2015

Stefano Scottis.scotti@lascalaw.com

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