La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Ancora sulla sommatoria del tasso corrispettivo e moratorio

In tema di usura, il Tribunale di Como è recentemente intervenuto in un caso di opposizione a decreto ingiuntivo, ove la parte opponente eccepiva l’illegittima applicazione di tassi di interesse usurari.

Il Giudicante, nel ripercorrere in maniera efficace e concisa l’evoluzione giurisprudenziale –ormai nota – sull’argomento di diritto, si ricollega inizialmente alla granitica pronuncia della Corte di Cassazione n. 350 del 2013, per poi approcciare, con maggior approvazione, alle recenti sentenze di Merito che riconoscono la completa incompatibilità, attesa la diversa funzione, tra il tasso corrispettivo e il tasso moratorio.

In particolare, si legge: “esclusa la possibilità di effettuare, come erroneamente postulato dall’opponente, una mera sommatoria di entità differenti, al fine di attuare il principio affermato dalla citata Suprema Corte (n. 350/2013) ed applicato dalla giurisprudenza di merito più recente (Tribunale di Chieti 23 aprile 2015 n. 230; Tribunale di Roma ord. 27 febbraio 2015; Tribunale di Bari ord. 12 dicembre 2014), va considerato quanto segue: (i) anche laddove le parti abbiano determinato, come nel caso di specie, il tasso di interesse moratorio in una misura percentuale maggiorata rispetto al tasso di interesse corrispettivo, ciò assume rilievo esclusivamente sotto il profilo della modalità espressiva adottata per la quantificazione del tasso, ma  non implica, sul piano  logico  giuridico, una sommatoria dell’interesse corrispettivo con quello moratorio, dato che quest’ultimo, sia  pure determinato in termini di maggiorazione  sull’interesse corrispettivo,, comunque si sostituisce al  primo;

(ii) ne consegue che un cumulo del tasso corrispettivo e di quello di mora, rileva non in riferimento a una teorica somma numerica di detti tassi da raffrontarsi con it tasso soglia,  ma con riferimento alla concreta somma degli effettivi interessi (corrispettivi e  di mora) conteggiati a carico del mutuatario, al fine  di verificare  se il conteggio complessivo degli interessi applicato in  seguito  all’inadempimento del  mutuatario e alla conseguente applicazione degli interessi di mora, sommati agli interessi corrispettivi, determini un importo complessivo a titolo di interessi che, rapportato alla quota capitale, comporti in termini percentuali un superamento del tasso soglia (in tale senso, da ultimo Tribunale di Milano, sent. n.  11997/2015 del 27.10.2015)”

Pertanto, L’opposizione veniva rigettata, e l’opponente condannato alla refusione delle spese di lite.

Giovanni Prestipinog.prestipino@lascalaw.com

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