Crisi e procedure concorsuali

Ancora sui limiti del controllo del Tribunale nella valutazione della domanda di concordato preventivo

Corta d’Appello di Salerno, 28 luglio 2014 (leggi la sentenza)

Benché il controllo svolto dal Tribunale non debba sovrapporsi alla valutazione di fattibilità della proposta concordataria formulata nella relazione del professionista – essendo questo potere riservato dalla legge al commissario giudiziale – tale esame deve tuttavia garantire che l’accesso alla procedura non abbia intenti meramente dilatori.

Così si è espressa la Corte d’Appello di Salerno intervenuta, con la sentenza del 28 luglio 2014, in merito alla dibattuta questione relativa ai limiti del controllo svolto dal giudice sulla realizzabilità del concordato preventivo, ai fini dell’ammissione e dell’omologa dello stesso.

Nel caso di specie la Corte territoriale ha ritenuto corretta la valutazione di inammissibilità alla procedura concorsuale effettuata dal Tribunale di Nocera Inferiore, il quale, stante il compendio di circostanze simultaneamente sussistenti al momento del deposito della domanda di ammissione al concordato, ha individuato nella stessa un palese tentativo, da parte dalla debitrice, di abusare dello strumento concordatario, con “l’intento di scongiurare il fallimento e la possibilità di accedere alla sospensione dei pagamenti e delle procedure cautelari ed espropriative”.

Nello specifico, la ricorrente aveva depositato il ricorso, ex art. 161 l.f., lo stesso giorno in cui si svolgeva l’udienza per l’esame dell’istruttoria prefallimentare, omettendo altresì di depositare i documenti richiesti dal Tribunale, nonché la situazione aggiornata sullo stato economico e finanziario della società, e limitandosi a depositare un mero elenco dei creditori e le copie degli ultimi tre bilanci d’esercizio, peraltro non estratti dal Registro delle Imprese.

27 novembre 2014

Luca Bettinelli@lascalaw.com

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