L'indennità di occupazione è percepita dal Custode giudiziario

Ancora in merito alla locazione del compendio pignorato

La Cassazione, con la pronuncia del 29 settembre 2016 n. 19264, ha affrontato il tema della locazione di beni sottoposti a pignoramento.

Nel caso di specie  la Suprema Corte viene adita per chiarire, sotto il profilo soggettivo, se spetti al custode, con preferenza rispetto al proprietario del bene pignorato, percepire i frutti civili derivanti dall’uso dell’immobile, quali i canoni di locazione.

La controversia ha pertanto ad oggetto la percezione di canoni dovuti in forza di un contratto di locazione, stipulato dal proprietario di un bene pignorato dopo il pignoramento stesso e in assenza di autorizzazione giudiziale.

Come già chiarito dalla Suprema Corte ( sent.  14 luglio 2009, n. 16375), la violazione del disposto dell’art. 560 cpc, non determina l’invalidità  del contratto di locazione stesso, ma la sua inopponibilità ( ai creditori e all’aggiudicatario) e “ il contratto così concluso non pertiene al locatore-proprietario esecutato, ma al locatore-custode”.

Ne consegue, inoltre, che  le azioni che da esso scaturiscono – nella specie per il pagamento dei canoni- dovranno essere esercitate anche in caso di locazione non autorizzata, dal custode.

Il potere di gestione e amministrazione dei beni pignorati ( nonché le azioni che da tale potere discendono), non derivano da un titolo convenzionale o unilaterale quali la proprietà del bene ovvero la presenza contratto di locazione, bensì da una concreta relazione con il bene pignorato, che si qualifica come “custodia”, in forza dell’investitura del giudice.

Nel caso in esame il ricorso in Cassazione viene proposto, all’ esito di una sentenza di appello che già negava il diritto alla percezione del canone di locazione da parte  della società proprietaria del bene.

Ne derivava la paradossale situazione in cui il medesimo soggetto, per l’occupazione del medesimo immobile, avrebbe dovuto versare un doppio corrispettivo: non solo al custode, a titolo di indennità di occupazione ( “che ha sì contenuto risarcitorio, ma che comprende in sé anche il corrispettivo del godimento” cfr. sent. 29/09/2016 n. 19264), ma anche al proprietario, per il canone pattuito.

La Suprema Corte, con la recente sentenza oggi analizzata, ha l’occasione  di chiarire a chi spetti la  percezione dei canoni in caso di contratto di locazione stipulato dal proprietario dei beni pignorati, dopo il pignoramento e senza l’autorizzazione giudiziale e affermare così,  senza incertezze, che essa spetti al custode (“la percezione dei canoni spetta al custode e non al proprietario, il quale era pienamente consapevole degli effetti pregiudizievoli gravanti sul bene acquistato”).

La Corte nel motivare evidenzia infine che peraltro, non si comprenderebbe “quale potrebbe essere la necessità di tutelare un soggetto, avente causa da un debitore esecutato, pienamente consapevole degli effetti pregiudizievoli gravanti sul bene acquistato.”

Cass., Sez. III, 29 settembre 2016, n. 19264 (leggi la sentenza)

Marta Marchesinim.marchesini@lascalaw.com

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