Crisi e procedure concorsuali

Trascrizione della domanda per l’adempimento del preliminare e facoltà per il curatore di sciogliersi dal contratto

Cass., Sezione I, Ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite, 4 dicembre 2013 (leggi l’ordinanza per esteso)

La questione controversa è se il Curatore possa o meno esercitare la facoltà concessagli dall’art. 72 L.Fall., di sciogliersi dal contratto preliminare con il quale l’imprenditore poi fallito ha promesso in vendita un immobile a un terzo, anche nel caso in cui il terzo promissario acquirente abbia trascritto, anteriormente al fallimento, la domanda ex art. 2932 c.c., volta ad ottenere dal Giudice una pronuncia costitutiva che tenga luogo del contratto rimasto inadempiuto.

Posto il quesito l’estensore dell’ordinanza in esame dà atto del fatto che in passato la giurisprudenza della Corte stessa sembrava consolidato nel senso che la facoltà del Curatore di sciogliersi dal contratto preliminare di vendita stipulato dal fallito e non ancora eseguito, ai sensi dell’art. 72, comma 4 L. Fall., poteva essere esercitata fino all’esecuzione del contratto preliminare od al passaggio in giudicato della sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c.

Le Sezioni Unite della Cassazione sono intervenute sul tema una prima volta nel 1999 (Sent. n. 239/99), decidendo in conformità all’orientamento appena sopra riportato e, una seconda volta nel 2004, Sent. n. 12505/2004, operando un deciso revirement; nella sentenza del 2004 è infatti enunciato il seguente principio di diritto: “Quando la domanda diretta ad ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di concludere il contratto è stata trascritta prima della dichiarazione del fallimento, la sentenza che l’accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce  l’apprensione del bene da parte del Curatore del contraente fallito, che non può quindi avvalersi del potere di scioglimento accordatogli, in via generale, dall’art. 72 della legge fallimentare”.

Il principio di diritto suddetto non ha sempre trovato seguito nelle successive pronunce della Cassazione: vi si sono uniformate ad es. le Sentenze nn. 15218/2010, la 16660/2010 e 27093/2011, mentre se ne sono discostate le Sentenze nn. 20451/2005, 28479/2005, 46/2006, 542/2006, la 33/2008 e la 17405/09, a riprova del fatto che a dispetto dell’intervento delle Sezioni Unite del 2004, la questione è ancora dibattuta.

Posta questa premessa, la prima Sezione della Corte esplicita di non ritiene condivisibile il principio di diritto dettato dalle Sezioni Unite nel 2004 in quanto reso all’esito di una analisi errata nei presupposti.

Scrive infatti l’estensore della ordinanza in esame “…la questione sulla quale interrogarsi deve essere spostata in avanti, non essendo in discussione se la trascrizione della domanda giudiziale (ex art. 2932 c.c., volta ad ottenere l’esecuzione del contratto preliminare nda), sia o meno opponibile al Curatore, ma se, nonostante la sua opponibilità, questi possa ugualmente esercitare la facoltà di scioglimento dal contratto preliminare riconosciutagli dall’art. 72 comma 4 L.F.

Questo è quindi il quesito al quale saranno chiamate a rispondere nei prossimi mesi le Sezioni Unite della Corte.

5 giugno 2014

(Federico Ferrari – f.ferrari@lascalaw.com)

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