Vado a stare da papà

Anche il preliminare di preliminare può far sorgere il diritto del mediatore alla provvigione

Nel ribadire un principio di diritto ormai consolidato in giurisprudenza, la Corte di Cassazione con la sentenza n.923/2017 ha enunciato che l’accordo, in base al quale la parti si obbligano a stipulare un successivo contratto che a sua volta preveda effetti obbligatori (c.d. preliminare di preliminare), è valido ed efficace, qualora sia configurabile “un interesse delle parti, meritevole di tutela, ad una formazione progressiva del contratto, fondata su una differenziazione dei contenuti negoziali” e sia individuabile “la più ristretta area del regolamento di interessi coperta dal vincolo negoziale originato dal primo preliminare”. Un siffatto contratto, dunque, non può essere dichiarato nullo per difetto di causa e la sua violazione implica una responsabilità contrattuale da inadempimento, per contrarietà alla buona fede.

Comportando la conclusione di un affare, il preliminare di preliminare fa sorgere di conseguenza il diritto alla provvigione in favore del mediatore. Trattasi, infatti, di una normale operazione di natura economica che genera un’obbligazione tra le parti, ovvero si costituisce un vincolo tale da legittimare un’azione di adempimento degli accordi conclusi o, in difetto, di risarcimento del danno. Pertanto, una proposta d’acquisto che integri un preliminare di preliminare può far sorgere il diritto alla provvigione.

Serena Cefolas.cefola@lascalaw.com

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