Leasing

Anche l’utilizzatore di un veicolo in leasing è legittimato a chiedere i danni alla controparte in caso di sinistro stradale

La crescente diffusione del leasing automobilistico, la particolarità delle vicende che caratterizzano lo svolgimento del rapporto tra le parti e i terzi e la natura del bene oggetto del contratto hanno fatto sorgere questioni peculiari tratttate dallo studio nell'ambito delle controversie relative a questa figura di leasing.

Data l'indiscussa titolarità del bene in capo alla Società di leasing, la giurisprudenza si è chiesta, in particolare, se e a quali condizioni, oltre la Concedente, anche l'utilizzatore possa aver titolo per chiedere il risarcimento dei danni patiti in caso di sinistro stradale.

La giurisprudenza di merito ha da tempo riconosciuto tale possibilità, affermando che “in tema di circolazione stradale, legittimato a proporre azione risarcitoria può anche essere coluti il quale, al momento del sinistro, abbia avuto la disponibilità materiale del veicolo, non necessitando coincidenza tra il titolo al risarcimento ed il titolo giuridico di proprietà del mezzo coinvolto nell'evento” (Giudice di Pace di Roma, dott. Domenico Pace, sent.7 settembre 2000, n.9573; nello stesso senso Trib. Verona, 2.7.1990, in Foro it. 1991, 1598-1602).

Sul punto si segnala una recente pronuncia della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione (sentenza 12 ottobre 2010, n. 21011), con la quale è stato confermato che la legittimazione attiva a chiedere il ristoro dei danni derivanti da sinistro stradale, in caso di veicolo concesso locazione finanziaria, non spetta unicamente alla Società di leasing ma eventualmente anche all'utilizzatore. Nel caso affrontato dalla Suprema Corte tale conclusione era peraltro resa evidente dalla presenza di una lettera con la quale la Concedente autorizzava espressamente l’utilizzatore a richiedere il risarcimento del danno alla controparte ed alla Compagnia di assicurazione.

La sentenza segnalata appare conforme all'orientamento dominante nella giurisprudenza di legititmità, secondo il quale “in tema di legittimazione alla domanda di danni, deve ritenersi che il diritto al risarcimento può spettare anche a colui il quale, per circostanze contingenti, si trovi ad esercitare un potere soltanto materiale sulla cosa e, dal danneggiamento di questa, possa risentire un pregiudizio al suo patrimonio, indipendentemente dal diritto, reale o personale, che egli abbia all'esercizio di quel potere. E' dunque tutelabile in sede risarcitoria anche la posizione di chi eserciti nei confronti dell'autovettura danneggiata in un sinistro stradale una situazione di possesso giuridicamente qualificabile come tale ai sensi dell'art. 1140 c.c.” (Cass., 23 febbraio 2006, n. 4003; Cass. 20 agosto 2003 n. 12215).

La Suprema Corte ha comunque chiarito che si tratta di una legittimazione limitata e circoscritta: il detentore di una cosa altrui, come l'utilizzatore di un veicolo in leasing, danneggiato dal fatto illecito del terzo, è legittimato a domandare il risarcimento solo qualora dimostri “la sussistenza del titolo in virtù del quale è tenuto a tenere indenne il proprietario e che l'obbligazione scaturente da quel titolo sia stata già adempiuta, in modo da evitare che il terzo proprietario possa pretendere anche egli di essere risarcito dal danneggiante” (Cass.  26 ottobre 2009 n. 22602).


(Francesco Giovanni Pagliari – f.pagliari@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Leasing

La Corte d’Appello di Bologna ha rigettato l’impugnazione proposta dall’utilizzatore contro un...

Leasing

Leasing

Dopo anni di contrasti e decisioni di segno opposto, in cui l’art. 1526 c.c. veniva applicato ai c...

Leasing

Leasing

L’applicabilità della mediazione obbligatoria al contratto di leasing è oggetto di dibattito da ...

Leasing