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Anatocismo bancario: ora la decisione spetta al Senato

Lo scorso 23 marzo, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge di conversione del c.d. decreto banche (d.l. 14 febbraio 2016, n. 18) che, fra le varie riforme, prevede anche una modifica dell’art. 120 T.U.B., già di recente riformulato dalla Legge di stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147).

Dopo il via libera ottenuto con la fiducia a Montecitorio, tocca ora al Senato l’approvazione definitiva dell’art. 17-bis del decreto banche in  tema di anatocismo, introdotto con un emendamento dell’ultima ora, approvato lo scorso 17 marzo dalla VI Commissione finanza della Camera.

Il governo prospetta una nuova formulazione del secondo comma dell’art. 120 TUB e precisamente (si riporta il testo per pronta consultazione)

Art. 17-bis.

(Modifiche all’articolo 120 del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, relativo alla decorrenza delle valute e al calcolo degli interessi).

  1. Al comma 2 dell’articolo 120 del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti:

«a) nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, comunque non inferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sono dovuti;

  1. b) gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale; per le aperture di credito regolate in conto corrente e in conto di pagamento, per gli sconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido: i) gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1o marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili; ii) il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l’autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia avuto luogo.».

La norma in commento chiarisce che la periodicità nel conteggio degli interessi non può essere inferiore ad un anno e che gli interessi debitori maturati, compresi quelli relativi all’uso delle carte di credito ‘revolving’, non possono produrre ulteriori interessi, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale.

Ancor prima del passaggio al Senato già si scatenano le prime critiche e per alcuni si parla addirittura di una reintroduzione dell’anatocismo.

Non rimane dunque che attendere i successivi sviluppi per capire l’effettivo ruolo di queste nuove regole, per ora solo in divenire.

Paola Maccarronep.maccarrone@lascalaw.com

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