Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Ammortamento alla francese: nessuna capitalizzazione degli interessi

La questione della legittimità del piano di ammortamento alla francese e della possibile capitalizzazione degli interessi insita in tale modalità di rimborso rateale costituisce, ancora oggi, forte elemento di discussione del contenzioso bancario.

Sul punto, è di recente intervenuto il Tribunale di Nocera Inferiore che, definiti i contorni di tale modalità di ammortamento, ha escluso in modo puntuale ogni possibile contrasto del medesimo con il precetto di cui all’art. 1283 c.c.

La sentenza in commento precisa, in particolare, che: “il “piano di ammortamento a rate costanti” non importa indeterminatezza del tasso né automatica e surrettizia capitalizzazione di interessi e non è perciò tout court in contrasto con il divieto di anatocismo, trattandosi di meccanismo che prevede rate composte da una quota di capitale ed una quota di interessi, calcolata sul capitale residuo: nel progredire dell’ammortamento, la quota capitale cresce progressivamente mentre quella per interessi è via via decrescente”.

In altre parole: “Considerato che la quota di interessi viene calcolata esclusivamente sul capitale residuo e non sugli interessi già scaduti, deve parlarsi di interessi semplici e non già di interessi composti”.

Proseguendo in tali argomentazioni, inoltre, il Tribunale di Nocera Inferiore si premura di dare conto delle ragioni che determinano una maggiore onerosità del piano di ammortamento alla francese rispetto al piano di ammortamento all’italiana e giunge ad escludere che la motivazione del maggior esborso di interessi debba ricercarsi in un illegittimo effetto anatocistico: “La circostanza che, a parità di condizioni economiche, un piano di ammortamento alla francese comporti un esborso complessivo a titolo di interessi superiore a quello determinato da un piano di ammortamento “all’italiana” (ossia comportante una costanza della rata solo per la quota capitale e una differente incidenza della quota di interessi mano a mano che si riduca il capitale da restituire per effetto del pagamento delle rate precedenti) discende non da un illegittimo effetto anatocistico proprio del primo programma di rateizzazione dell’obbligazione restitutoria, quanto, più semplicemente, dal fatto che la necessità di mantenere costanti le rate per tutta la durata del mutuo impone di diluire maggiormente la restituzione del capitale e, quindi, di confezionare un piano di ammortamento di durata maggiore, a cui inevitabilmente corrisponde un maggiore importo complessivo spettante a titolo di interessi (essendo maggiore il tempo che il mutuatario richiede per restituire la somma a suo tempo erogatagli)”.

 

Trib. Nocera Inferiore, 12 dicembre 2019

Roberto Perrone – r.perrone@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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