A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Ammissibilità della notifica a mezzo fax: termini e condizioni

Il ricorso per dichiarazione di fallimento è ritualmente notificato a mezzo fax su utenza non intestata al destinatario con invio di una sola copia senza indicazione del destinatario  (società o socio accomandatario in proprio) quando il Tribunale dispone, ex art 15 L.F, l’omissione di ogni formalità.

Legittimo è altresì  il provvedimento di riduzione  dei termini di notifica del ricorso ad almeno ventiquattro ore prima  dell’udienza senza esonerare il debitore dagli adempimenti previsti dalla legge (deposito libri contabili degli ultimi tre anni e deposito della relazione allo stato patrimoniale economico e finanziario relativo a due mesi prima della data fissata per la comparizione).

Questi in sintesi i principi affermati dalla Suprema Corte, sezione III civile, con la pronuncia in commento.

In tema di  notifica del ricorso per dichiarazione di fallimento e del decreto di fissazione udienza, l’art 15,  comma III, L.F. prevede la notifica al debitore anche nei casi in cui quest’ultimo si sia sottratto volontariamente  o per colpevole negligenza, rendendosi irreperibile. L’art 15, comma V, L.F., con previsione analoga a quella dell’art. 151 c.p.c., statuisce che il presidente del Tribunale, qualora sussistano particolari condizioni e  ragioni d’urgenza, omessa ogni formalità, possa disporre che gli atti siano portati a conoscenza delle parti con ogni mezzo idoneo.

La Suprema Corte riconosce nel fax un mezzo idoneo per un’adeguata comunicazione degli atti difensivi (Cass. S.U.  n. 9151/2008). Nel caso di specie il fax utilizzato non era intestato al debitore ma era stato utilizzato dalla stesso per la propria attività. La Corte di Cassazione considerata l’irreperibilità della società debitrice e del suo socio accomandatario ha  ritenuto valida ed rituale la notifica.

Infine, la Corte di cassazione reputa inammissibile il reclamo proposto, ai sensi dell’art 18 L.F., reclamo che pone in dubbio la legittimità del provvedimento di abbreviazione dei termini di notifica del ricorso per dichiarazione di fallimento fino a ventiquattrore prima dell’udienza, senza esonerare il debitore dal produrre la documentazione di legge.

L’inammissibilità  del reclamo si fonda su due motivi: la carenza di interesse e la  non corrispondenza col modello di impugnazione. Infatti, i vizi contenuti nel reclamo proposto sono solo di rito  e non di merito e pertanto non rientrano tra le fattispecie dell’art. 353 c.p.c. e 354 c.p.c per le quali è invece prevista l’ammissibilità del reclamo e la  remissione al giudice di primo grado.

Cass., Sez. III, 20 aprile 2016, n. 7974 (leggi la sentenza)

Sara Rovigos.rovigo@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

Il caso posto all’attenzione del Tribunale di Mantova pone l’accento sull’applicazione dell’...

Diritto Processuale Civile

Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

“L’inserimento del ISC nel contratto e nel documento di sintesi assolve ad una funzione merament...

Diritto Processuale Civile

Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

In materia di notificazioni al difensore, a seguito dell’introduzione del domicilio digitale, cor...

Diritto Processuale Civile

X