European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Ammissibili le domande tardive di partecipazione alla liquidazione del patrimonio

La domanda di ammissione al passivo della liquidazione del patrimonio è ammissibile come tardiva se presentata entro l’anno dall’apertura della procedura e, oltre questo termine, solo a condizione che il creditore dimostri la non imputabilità del ritardo nella presentazione della domanda.

Così si è espressa la pronuncia in commento sulla dibattuta questione dell’ammissibilità delle insinuazioni tardive nella procedura di liquidazione del patrimonio.

Sul tema, infatti, si registrano due contrapposti orientamenti: il primo più rigoroso che non consente insinuazioni dopo la scadenza del termine fissato dal liquidatore, salva l’eccezionale ipotesi del ritardo che dipenda da causa non imputabile al creditore e il secondo più permissivo che, invece, ritiene che debbano essere esaminate anche le domande pervenute oltre il termine stabilito dal liquidatore.

Il Tribunale di Piacenza ha aderito all’orientamento più permissivo sulla base delle seguenti argomentazioni.

In primo luogo, il silenzio del legislatore in ordine alle domande tardive nella liquidazione del patrimonio non può ritenersi significativo della volontà di escludere l’ammissibilità delle stesse.

L’inammissibilità delle tardive costituirebbe, infatti, un unicum nel panorama del diritto concorsuale, nonché comporterebbe un trattamento eccessivamente rigoroso per i creditori, i quali vedrebbero pregiudicati i loro diritti in conseguenza dell’effetto esdebitatorio cui tende la procedura di liquidazione.

Inoltre, si nota come la disciplina della procedura di liquidazione del patrimonio, poiché di carattere prevalentemente liquidatorio, sia modellata su quella del fallimento, le cui norme devono trovare applicazione in via analogica per quanto non espressamente disposto dalla L. 3/2012.

Ebbene, devono essere ritenute ammissibili le domande di ammissione tardive alla procedura di liquidazione del patrimonio se presentate entro l’anno dall’apertura della procedura e, oltre detto termine, solo a condizione che il creditore dimostri la non imputabilità del ritardo nella presentazione della domanda.

Nel caso di specie, pertanto, è stata dichiarata inammissibile la domanda presentata da un creditore due anni e quattro mesi dopo l’apertura della procedura, di cui era stato ritualmente messo a conoscenza, senza giustificazione delle ragioni di tale ritardo.

Trib. Piacenza, 7 aprile 2021

Lodovico Dell’Oro – l.delloro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Cari Lettori, la novità più rilevante introdotta con il Decreto Legge n. 118/2021 è costitui...

Crisi e procedure concorsuali

responsabilità degli amministratori

Cari Lettori, nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 24 agosto 2021 è stato pubblicato il D.L...

Crisi e procedure concorsuali

“Qualora una banca intenda far valere un credito derivante da un rapporto di conto corrente deve ...

Crisi e procedure concorsuali

X