Diritto Processuale Civile

Ammissibile il deposito telematico della comparsa di costituzione, anche se non contemplato dalla normativa vigente

Tribunale di Roma 24 gennaio 2015 (leggi la sentenza)

La pronuncia in esame rappresenta uno dei primi interventi giurisprudenziali in materia di deposito telematico degli atti processuali, così come previsto e disciplinato dal D.L. 179/2012 (convertito nella Legge 17 dicembre 2012 n. 221).

In sintesi, questo è quanto previsto: “nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti ha luogo esclusivamente con modalità telematiche”.

La genericità della formulazione colpisce subito all’occhio.

La normativa, infatti, non contiene un elenco specifico/tassativo di quali atti devono essere necessariamente depositati in via telematica.

Inevitabile, dunque, il sorgere di nuove eccezioni, alcune delle quali attinenti l’inammissibilità degli atti  inviati in forma telematica.

In tal contesto, si inserisce la pronuncia del Tribunale capitolino, il quale, esaminata l’eccezione di irritualità del deposito della comparsa di costituzione e risposta, e dei suoi relativi allegati, né ha dichiarato comunque l’ammissibilità.

Il ragionamento trae origine dal fatto che la Direzione Generale per i Servizi Informativi Automatizzati non ha il potere di individuare quali atti possano essere depositati telematicamente, in quanto tale facoltà spetta unicamente al Giudice, che sulla base della normativa costituzionale, processuale e telematica, deve verificare l’idoneità del deposito telematico al raggiungimento dello scopo cui è deputato.

In virtù di ciò: “deve ritenersi quindi ammissibile il deposito telematico di atti e provvedimenti non espressamente contemplati dal decreto autorizzatorio secondo il principio generale contenuto nell’art. 121 c.p.c. per il quale gli atti del processo, per cui la legge non richiede forme determinate, possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo ed inoltre, trova applicazione il principio generale di cui all’art. 156 c.p.c. per il quale l’atto eventualmente invalido, se ha raggiunto lo scopo cui è destinato, come nel caso di specie, a seguito dell’accettazione dell’atto da parte della Cancelleria, con immediata visibilità per il Giudice e per tutte le altre parti del processo, non può essere dichiarato nullo (cfr. Trib. Bologna, ord. 16.7.2014)

12 febbraio 2015

Iliza Ugliano – i.ugliano@lascalaw.com

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