European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Amministrazione straordinaria, leasing e diritto di restituzione

“Nell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza (D. Lgs. 8 luglio 1999 n. 270) la disciplina dei rapporti pendenti, regolata dal relativo art. 50 e prevedente una generale facoltà di scioglimento da parte del commissario straordinario quanto ai contratti ancora ineseguiti o non interamente eseguiti, presuppone che quest’ultimi non siano pervenuti nel frattempo alla loro naturale scadenza; ne consegue che se, come nella specie, per un contratto di locazione finanziaria di macchinari, già concessi a tale titolo alla società debitrice, dopo la sua ammissione alla procedura sia scaduto il termine per la facoltà di riscatto ed il commissario non abbia manifestato in precedenza la volontà di avvalersene, cessando ogni vincolo fra le parti, nasce l’obbligo, in capo all’utilizzatore, di restituzione dei beni, in accoglimento della domanda di rivendica degli stessi avanzata dalla società concedente”.

Il Tribunale, nel caso di specie, aveva respinto il ricorso in opposizione allo stato passivo proposto da una società di leasing, che aveva richiesto la restituzione di un immobile concesso in locazione finanziaria. I giudici di merito avevano, infatti, ritenuto infondata la richiesta avanzata dal concedente, considerando non provata la risoluzione stragiudiziale del contratto e non essendo intervenuto lo scioglimento ad opera del commissario straordinario.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società di leasing e, ribadendo quanto già asserito in precedenza con la sentenza n. 2762/2012, ha precisato che la disciplina dei rapporti pendenti di cui all’art. 50 del D. Lgs. 8 luglio 1999 n. 270 – che, come visto, concede al commissario straordinario la facoltà di sciogliersi dai contratti ancora ineseguiti o pendenti – presuppone che gli stessi non siano, nelle more, giunti a naturale scadenza.

Pertanto, nell’ipotesi in cui, dopo l’ammissione alla procedura concorsuale della società utilizzatrice, sia spirato il termine per la facoltà di riscatto ed il commissario non abbia manifestato in precedenza la volontà di avvalersene, cessando ogni vincolo fra le parti, nasce l’obbligo, in capo all’utilizzatore, di restituzione dei beni.

Cass., sez. I civile, 15 febbraio 2016, n. 2904 (leggi la sentenza)

Antonella Mafricaa.mafrica@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
La rivincita del promissario acquirente

Facciamo seguito a nostri precedenti articoli sul tema della decorrenza del termine per la riassunzi...

Crisi e procedure concorsuali

La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sull’annosa questione del dies a quo di decorrenz...

Crisi e procedure concorsuali

Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

La Corte di Cassazione si è espressa in tema di applicabilità del disposto di cui all’art. 168, ...

Crisi e procedure concorsuali

X