Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Almeno 5 anni tra un fallimento e l’altro

Il Tribunale di Mantova, con decreto del 26 settembre scorso, ha dichiarato inammissibile l’istanza per un secondo fallimento in quanto non erano trascorsi 5 anni dalla chiusura del primo.

Il Collegio mantovano è stato succinto e lapalissiano nel ritenere che debba essere dichiarata l’inammissibilità dell’istanza di un secondo fallimento, presentata ai danni di un soggetto la cui prima procedura sia stata chiusa, nel quinquennio precedente, ai sensi e per gli effetti dell’art. 118, comma 1, n. 4 Legge Fallimentare. Ma esaminiamo il caso in questione: un imprenditore individuale presenta istanza di fallimento ai danni della propria debitrice, soggetto già dichiarato fallito con sentenza della fine del 2015, ed il cui fallimento era stato dichiarato chiuso, ex art. 118, comma 1, n. 4, Legge Fallimentare, a metà del 2016.

Il credito che l’istante avanza a fondamento della nuova richiesta di fallimento, però, era già sorto in data antecedente la prima dichiarazione di fallimento e, pertanto, avrebbe potuto/dovuto essere diligentemente insinuato nella massa passiva del fallimento. In considerazione, ancora, del fatto che la procedura concorsuale era stata chiusa ai sensi del n. 4 dell’art. 118 Legge Fallimentare ossia per l’impossibilità di “soddisfare, neppure in parte, i creditori concorsuali, né i crediti prededucibili e le spese di procedura”, avviare una seconda procedura non avrebbe potuto portare ad un risultato economico migliore della precedente e, quindi, nell’ottica dell’economia processuale, non ha meritato l’accoglimento del Collegio.

Il Tribunale, infine, chiarisce che, infra-quinquennio, per il creditore sarebbe eventualmente stato possibile – qualora ne fossero sussistiti i presupposti – proporre istanza di riapertura del primo fallimento ai sensi e per gli effetti dell’art. 121 Legge Fallimentare. Il primo comma di tale norma, infatti, prevede che “nei casi preveduti dai numeri 3 e 4 dell’art. 118, il tribunale, entro cinque anni dal decreto di chiusura, su istanza del debitore o di qualunque creditore, può ordinare che il Fallimento già chiuso sia riaperto, quando risulta che nel patrimonio del fallito esistano attività in misura tale da rendere utile il provvedimento o quando il fallito offre garanzia di pagare almeno il dieci per cento ai creditori vecchi e nuovi”. Nel caso di specie, però, difettavano detti presupposti.

In conclusione, nel caso di fallimento chiuso ex art. 118, comma 1 n. 4 Legge Fallimentare, da meno di 5 anni, il creditore può, sempre che ne sussistano i presupposti, chiedere la riapertura della procedura, ai sensi del successivo art. 121 Legge Fallimentare ma non presentare una seconda istanza di fallimento che risulterà inammissibile.

Tribunale di Mantova, decreto del 26 settembre 2019

Michela Crestani – m.crestani@lascalaw.com

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