Diritto dell'Esecuzione Forzata

Aliud pro alio e revocabilità dell’aggiudicazione dell’immobile

Cass., 26 settembre 2014, n. 2037  

Con la sentenza del 26.09.2014 n. 2037 la Corte di Cassazione affronta, nuovamente, l’argomento dell’aliud pro alio con particolare riguardo alla vendita forzata sposando l’orientamento secondo cui ai fini della configurabilità della predetta fattispecie, non è necessario che la cosa consegnata sia completamente difforme da quella prevista dal contratto, in quanto appartenente ad un genere del tutto diverso, ma è sufficiente che essa sia priva delle caratteristiche funzionali necessarie a soddisfare i bisogni dell’acquirente o abbia difetti che la rendano inservibile, o ancora che risulti compromessa la destinazione del bene all’uso che abbia costituito elemento determinante per l’offerta di acquisto (cfr. Cass., Sez. 2^, 13 settembre 2013, n. 20996; 11 novembre 2008, n. 26953; Cass., Sez. 3^, 5 marzo 2007, n. 5066).

Nel caso de quo, la ricorrente  deduce la violazione, da parte del giudice delegato, della L. 20 marzo 1865, n. 2248, art. 5, all. E, ribadendo che il mancato esercizio della potestà sanzionatoria da parte della Pubblica Amministrazione non esclude l’illegittimità del titolo abilitativo della costruzione dell’immobile, e non ne impedisce pertanto la disapplicazione, ai fini dell’annullamento o della risoluzione della vendita per aggiudicazione, dell’aliud pro alio; illegittimità urbanista, derivante a suo dire dalla mancanza dei grafici di progetto a corredo di una licenza edilizia in variante.

La Suprema Corte pur condividendo l’assunto  della ricorrente, secondo cui il mancato esercizio da parte della Regione del potere di annullamento entro il termine previsto dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 39 non fa venir meno la rilevanza del vizio di legittimità da cui è affetta la licenza edilizia, pur tuttavia ritiene di concludere che non  risulta in alcun modo  pregiudicata l’idoneità dell’immobile ad assolvere la funzione economico-sociale cui è destinato; i giudici di legittimità ribadiscono espressamente “… non risulta senz’altro pregiudicata l’idoneità dell’immobile ad assolvere la funzione economico-sociale tenuta presente dall’acquirente nella formulazione dell’offerta, occorrendo a tal fine l’allegazione e la prova che, per la loro natura ed entità, le modifiche illegittimamente apportate appaiano indispensabili ai fini dell’utilizzazione dello stesso in conformità della predetta destinazione…” rigettando in questo modo il ricorso ed escludendo un’ipotesi di vendita aliud pro alio.

Giova ricordare che unitamente a questo orientamento giurisprudenziale,  che potremmo definire “estensivo” ne coesiste un altro più “restrittivo” che configura la consegna di aliud pro alio solo se la res traditio appaia radicalmente diversa da quella pattuita e quindi del tutto inidonea a fornire l’utilità richiesta. (Cass. Civ. 19.05.2014 n. 10965, Cass. Civi. 20/02/2004 n. 3370; Tribunale di Bari sez II civile sentenza del 20/03/2007).

17 ottobre 2014

 Alberta Vettorel – a.vettorel@lascalaw.com

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