Crisi e procedure concorsuali

Alcuni aspetti in tema di insinuazione ultratardiva

Tribunale di Treviso, 9 dicembre 2011

Massima: “Il rimedio preordinato all’impugnazione delle decisioni adottate in sede di verifica, tempestiva o tardiva che sia, da parte del giudice delegato, e finalizzate a definire la platea dei creditori ammessi al concorso incidendo decisoriamente sui loro diritti, e` quello offerto dagli artt. 98 ss. l.fall.; non invece quello residualmente previsto dall’alt. 26 l.fall. avverso la generalita` dei provvedimenti gestori del giudice delegato, per i quali non sia previsto un diverso mezzo di impugnazione.” (leggi la sentenza per esteso)  

Il Tribunale di Treviso, nel pronunciarsi in ordine ad un’opposizione allo stato passivo, ha chiarito due aspetti in tema di insinuazione ultratardiva.

Il primo concerne la declaratoria de plano di inammissibilità della domanda di ammissione al passivo (perché depositata oltre il termine di cui all’art. 101, comma IV, l.f.) emessa dal Giudice delegato in sede di verifica dei crediti.

Nella vicenda sottoposta al vaglio del Tribunale di Treviso il creditore escluso aveva promosso opposizione ai sensi dell’art. 98 l.f. avverso il decreto contenente la predetta declaratoria, mentre il curatore aveva eccepito l’inammissibilità dell’opposizione, deducendo che il rimedio esperibile fosse il reclamo ai sensi dell’art. 26 l.f..

Come chiarito dal Tribunale, poiché la decisione adottata dal Giudice delegato in sede di verifica concorre alla formazione definitiva dello stato passivo fallimentare ed incide sul diritto di partecipazione al concorso del creditore e tale funzione non muta nel caso in cui il Giudice delegato abbia pronunciato su questioni preliminari di rito atte a definire il giudizio, il rimedio preordinato all’impugnazione delle decisioni adottate in sede di verifica dei crediti da parte del giudice delegato è quello offerto dall’art. 98 l.f. e non invece quello residualmente previsto dall’art. 26 l.f. avverso la generalità dei provvedimenti gestori del Giudice delegato.

Respinta dunque l’eccezione di inammissibilità del Curatore, il Tribunale di Treviso si è addentrato nel merito della questione relativa al motivo della declaratoria di inammissibilità della domanda di ammissione al passivo fallimentare, ovvero il deposito oltre il termine ex art. 101, comma IV, l.f., che rappresenta dunque il secondo aspetto affrontato dalla sentenza in commento.

Com’è noto, tale norma stabilisce che, una volta decorso il termine annuale (o quello diversamente stabilito nella sentenza di declaratoria di fallimento), il creditore può depositare comunque la domanda di ammissione tardiva (nella specie, c.d. ultratardiva), purché provi che il ritardo è dipeso da causa a lui non imputabile.

Si deve trattare di una situazione di incolpevolezza processuale.

Tra le ipotesi nelle quali il ritardo viene ritenuto non imputabile al creditore si annovera solitamente il mancato invio da parte del Curatore della comunicazione ai sensi dell’art. 92 l.f., che contiene l’avviso ai creditori ed agli altri interessati dell’avvenuto fallimento, della data di udienza di verifica dei crediti e delle modalità e tempistiche per la presentazione della domanda di ammissione.

Ma sul punto non vi è unanimità, tant’è vero che una parte della dottrina ritiene irrilevante l’omissione dell’avviso ex art. 92 l.f. ai fini della sussistenza dell’imputabilità del ritardo, dal momento che è ragionevole presumere una conoscenza del fallimento di una persona giuridica con la pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento.

Oltretutto, la previsione di cui all’art. 101, comma IV, l.f. non indica l’omissione dell’avviso come nominata causa di esclusione dell’imputabilità del ritardo ultraannuale nel quale sia incorso il creditore o il rivendicante nella presentazione della propria domanda.

Non essendo quindi possibile istituire un nesso di necessaria consequenzialità tra omissione dell’avviso e giustificatezza/non imputabilità del ritardo, ad avviso del Tribunale di Treviso, il creditore deve subire le conseguenze dovute al ritardo tutte le volte in cui (secondo le circostanze del caso di specie, da apprezzarsi di volta in volta ed in concreto) sia stato posto in condizione di esercitare effettivamente la pretesa di partecipazione al concorso nella pienezza dei diritti e facoltà accordati dalle regole del procedimento, essendo dipeso il ritardo solamente da cause ricadenti nella propria sfera di controllo e responsabilità.

 (F. Fumagalli – f.fumagalli@lascalaw.com)

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