Alcune precisazioni in merito al contratto di deposito bancario stipulato tra Banche e Fallimento

A seguito di presentazione di un mandato di pagamento, l’Istituto di credito deve svolgere gli adempimenti prescritti dall’art. 34 l.f. come integrati dalla circolare del Ministero di Grazia e Giustizia del 28 novembre 1942, disponendo di una struttura organizzativa, di mezzi e di persone, specificamente deputata alla esecuzione di tali adempimenti per la realizzazione delle obbligazioni previste nel contratto, che hanno natura strumentale e complementare rispetto all’obbligo di custodia e restituzione del denaro affidatole”

Sentenza del 29 agosto 2016 – Tribunale di Rimini

La sentenza in commento ha fatto luce sugli adempimenti che incombono sulla Banca presso la quale sia stato acceso un rapporto di conto corrente su richiesta di un Fallimento. Nella fattispecie in esame la Banca aveva emesso un assegno circolare su presentazione di un mandato di pagamento risultato successivamente falso.

Il Giudice ha richiamato l’art. 34 l.f. che, per ciò che qui rileva, prevede che il prelievo delle somme depositate presso il conto intestato al Fallimento debba essere eseguito “su copia conforme del mandato di pagamento del Giudice Delegato”.

Tale normativa è stata integrata, dal punto di vista regolamentare, da una circolare del Ministro di Grazia e Giustizia del 28 novembre 1942, la quale prevede che il Giudice Delegato e il cancelliere debbano depositare le proprie firme presso l’ufficio postale o l’istituto di credito dove è stato eseguito il deposito delle somme. La circolare stabilisce inoltre che, quando il Giudice Delegato emette il mandato di pagamento, il cancelliere deve darne comunicazione a mezzo lettera raccomandata sia all’Istituto di credito presso cui le somme sono state depositate, sia alla parte a cui favore il mandato è stato emesso. La comunicazione, che deve contenere gli estremi del mandato ed il visto dello stesso Giudice Delegato, è il documento che l’intestatario del mandato di pagamento deve presentare all’Istituto di credito per il ritiro delle somme.

Il Giudice Riminese osserva che “nell’ambito del contratto di deposito bancario il soggetto tenuto a predisporre gli accorgimenti relativi alla esecuzione del contratto è il depositario; l’istituto di credito ha, infatti, a propria disposizione una struttura organizzativa, di mezzi e di persone, specificamente deputata alla esecuzione di tali adempimenti per la realizzazione delle obbligazioni previste nel contratto, che hanno natura strumentale e complementare rispetto all’obbligo di custodia e restituzione del denaro affidatole”.

Sul punto era già intervenuta una sentenza del Tribunale di Lecce nel 2008 che aveva già chiarito che le indicazioni contenute nella circolare del Ministero riguardano principalmente il ruolo dell’Istituto di credito, il quale, al fine di consentire il ritiro delle somme di denaro esclusivamente sulla base di un mandato di pagamento effettivamente proveniente dal Giudice delegato, deve predisporre gli accorgimenti previsti nella predetta circolare.

In conclusione, nel caso di specie, la Banca, poiché non poteva verificare quanto richiesto dall’art. 34 l.f. e dalla circolare ministeriale, avrebbe dovuto rifiutare il pagamento. Emettendo invece l’assegno circolare, ha accettato il rischio di eseguire operazioni al di fuori dei parametri di cautela e quindi di diligenza richiesti dalla natura del contratto.

Giulia Camillig.camilli@lascalaw.com

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