Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Se al passivo vuoi partecipare, la causa petendi devi esplicitare

E’ quanto stabilito dalla Suprema Corte che, con sentenza pubblicata in data 9 gennaio 2019, ha ribadito che l’omessa o assolutamente incerta esposizione dei fatti costituenti le ragioni della domanda rende il ricorso inammissibile ai sensi dell’art. 93, comma 4, L. Fall..

Nel caso di specie, infatti, i giudici hanno cassato senza rinvio il decreto del tribunale che aveva solo parzialmente accolto l’opposizione allo stato passivo, stante l’inammissibilità di una delle domande svolte in quanto priva della “causa petendi”.

Quanto precede in considerazione del disposto di cui all’art. 93, comma 3, n. 3, L. Fall., in base al quale occorre che via sia una correlazione tra i fatti costituenti la domanda e il diritto azionato nell’istanza, affinché possa dirsi chiaro il titolo della pretesa per cui l’insinuazione è svolta.

Peraltro, in continuità logica con altro arresto giurisprudenziale, la Corte ha esteso il principio dell’inammissibilità della domanda anche quando, in presenza di più domande, “il difetto di determinazione di alcune di esse comporti l’improponibilità delle medesime, senza incidere sull’atto nella sua interezza ” (cfr. Cass. S.U. 22 maggio 2012, n.8077 n. 15716 del 2000).

Ebbene, da quanto sopra si evince che ha errato il tribunale a ritenere che “la ragione del domandare è sempre stata insita agli atti”, in quanto se siano incerte o dubbie le ragioni fondanti la pretesa invocata nella domanda, la stessa risulterà inammissibile sin dall’origine.

Infatti, ha ribadito la Corte “se in sede di opposizione allo stato passivo non è possibile modificare l’originaria domanda di insinuazione, a maggior ragione è precluso integrarla attraverso indicazioni che, ove mancanti, la rendevano originariamente inammissibile”.

Di qui la conclusione che, in assenza di una valida proposizione della domanda di ammissione, la stessa non possa considerarsi ammissibile.

Cass., Sez. I Civ., 09 Gennaio 2019, n. 278

Luigia Cassotta – l.cassotta@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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