Vigilanza

Aggiornamento delle definizioni di “attività finanziarie deteriorate” per gli Intermediari Finanziari, gli Istituti di pagamento e gli IMEL

Analogamente a quanto previsto per gli intermediari bancari, con il 13° aggiornamento del “Manuale per la compilazione delle Segnalazioni di Vigilanza per gli Intermediari finanziari, gli Istituti di pagamento e gli IMEL” (Circolare della Circolare Banca d’Italia 217 del 5 agosto 1996) sono state modificate le definizioni di attività finanziarie deteriorate.

Le modifiche di cui all’aggiornamento in oggetto si applicano dalle segnalazioni al 31 marzo 2015, con eccezioni riferite ad alcune nuove voci e sottovoci, che decorrono dalle segnalazioni riferite al 30 settembre 2015.

L’aggiornamento è stato oggetto di consultazione pubblica ed i commenti ricevuti e il resoconto della consultazione sono pubblicati nel sito internet della Banca d’Italia.

Scopo dell’intervento è di allineare le definizioni di attività finanziarie deteriorate alle nuove nozioni di NonPerforming Exposure e Forbearance introdotte dalle norme tecniche di attuazione relative alle segnalazioni statistiche di vigilanza consolidate armonizzate definite dall’Autorità Bancaria Europea, approvate dalla Commissione Europea il 9 gennaio 2015 (di seguito “ITS”).

In tal modo si mantengono allineate le definizioni di attività finanziarie deteriorate per tutto il sistema bancario e finanziario nazionale.

Ai fini delle segnalazioni statistiche di vigilanza, le attività finanziarie deteriorate sono ripartite nelle seguenti categorie:

–          sofferenze;

–          inadempimenti probabili;

–          esposizioni scadute deteriorate;

la cui somma corrisponde all’aggregato NonPerforming Exposures e Forbearance di cui agli ITS.

Si introduce, inoltre, la categoria delle esposizioni oggetto di concessioni.

Le nozioni di esposizioni incagliate e di esposizioni ristrutturate sono, invece, abrogate.

Nell’ambito di applicazione delle nuove categorie di attività finanziarie deteriorate rientrano le attività per cassa (finanziamenti e titoli di debito) e “fuori bilancio” (garanzie rilasciate, impegni irrevocabili e revocabili a erogare fondi).

Ai fini della classificazione delle attività finanziarie fra quelle deteriorate si prescinde dall’esistenza di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio dell’attività.

Questi i tratti salienti delle nuove categorie.

Inadempienze probabili

Esposizioni creditizie, diverse dalle sofferenze, per le quali l’intermediario giudichi improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie.

Le esposizioni verso soggetti retail possono essere classificate nella categoria delle inadempienze probabili a livello di singola transazione, invece che di singolo debitore, purchè l’intermediario valuti che non ricorrano le condizioni per classificare in tale categoria il complesso delle esposizioni verso il medesimo debitore.

Esposizioni scadute deteriorate

Esposizioni, diverse da quelle classificate tra le sofferenze e le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di significatività.

Le esposizioni scadute deteriorate possono essere determinate facendo riferimento, alternativamente, al singolo debitore o, per le sole esposizioni verso clienti retail, alla singola transazione.

In coerenza con quanto previsto dagli ITS, in caso di approccio per singolo debitore, è prevista una soglia di materialità riferita alla quota scaduta, mentre nel caso di approccio per singola transazione è previsto un meccanismo, c.d. di  pulling effect, in base al quale, qualora la singola esposizione past due sia pari o superiore una determinata soglia di rilevanza, il complesso dell’esposizione verso il medesimo soggetto retail va considerato deteriorato.

Esposizione oggetto di concessione

Le esposizioni oggetto di concessione (forbearance) si distinguono in:

–          esposizioni oggetto di concessioni deteriorate, che corrispondono alle NonPerforming Exposurse with Forbearance measures, di cui agli ITS. Tali esposizioni rappresentano un dettaglio, a seconda dei casi, delle sofferenze, delle inadempienze probabili oppure delle esposizioni scadute deteriorate. Esse, quindi, non formano una categoria a sé stante di attività deteriorate;

–          altre esposizioni oggetto di concessioni, che corrispondono alle NonPerforming Exposures di cui agli ITS.

29 gennaio 2015

Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com

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