Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Affitto di azienda e chiusura forzata dell’attività a causa del Covid-19

La chiusura forzata dell’attività alberghiera, oggetto di affitto d’azienda, con conseguente impossibilità sopravvenuta di pagare i canoni di affitto per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, giustifica l’accoglimento della domanda inibitoria a mettere all’incasso assegni (alcuni dei quali, peraltro, post datati o privi di data o di luogo di emissione) dati a garanzia del pagamento del canone annuale di affitto.

Il Tribunale di Rimini, sezione unica, con provvedimento del 25 maggio 2020, ha accolto inaudita altera parte il ricorso cautelare ante causam promosso da una società – che conduceva in affitto un’attività alberghiera costretta alla chiusura forzata per via della pandemia globale – ritenendo sussistente nel caso di specie sia il fumus sia il periculum in mora.

Più precisamente, secondo il Tribunale poiché la resistente – nonostante il tentativo della ricorrente di risolvere in via transattiva la vicenda – aveva dichiarato di voler incassare i titoli a garanzia (uno dei quali riportante la data del 31 maggio 2020), la società affittuaria ha fondatamente promosso ricorso cautelare dimostrando, da un lato, di non avere la provvista necessaria a causa della chiusura forzata della propria attività (legata all’affluenza turistica) durante l’emergenza Covid-19 e, dall’altro, che la “minaccia” del locatore di mettere all’incasso i titoli avrebbe generato un grave ed irreparabile pregiudizio alla società, discendente dalla segnalazione al CAI e dall’iscrizione del protesto da parte del pubblico ufficiale.

Trattandosi, poi, di procedimento ante causam prodromico all’avvio di un procedimento di merito finalizzato ad ottenere la risoluzione del contratto e la restituzione di somme indebitamente versate dalla ricorrente, il Tribunale ha accolto dunque il ricorso, fatta salva ogni diversa valutazione all’esito dell’instaurazione del contraddittorio con la controparte.

Trib. Rimini, 25 maggio 2020, n. 6251

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

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