Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Accomandatario o no, sì alla liquidazione del patrimonio!

Una recente pronuncia del Tribunale di Lecco chiarisce nuovamente le condizioni di ammissibilità alla procedura di Liquidazione del patrimonio previste dall’art. 14 ter L 3/2012.

In particolare, la Corte lombarda conferma che gli strumenti di composizione della crisi previsti dal Capo II della L. 3/2012 sono inibiti non già all’imprenditore commerciale tout court in quanto soggetto potenzialmente fallibile ma esclusivamente all’imprenditore commerciale che, al momento della decisione, superi in concreto le soglie di cui all’art. 1, comma 2 della Legge Fallimentare. Di conseguenza le norme di cui alla legge 3/2012 “si riferiscono alla figura generale dell’imprenditore e, quindi, anche all’imprenditore commerciale e non solo alla figura dell’imprenditore agricolo.

Invero, laddove si aderisse ad una diversa e più restrittiva interpretazione degli articoli 8, 9, 10, 12 e 14 quinquies diretta a circoscrivere all’impresa agricola i riferimenti legislativi all’attività di impresa, risulterebbe superflua la previsione di cui all’art. 7, comma 2-bis la quale chiarisce, espressamente, che pure “l’imprenditore agricolo in stato di sovraindebitamento può proporre un accordo di composizione della crisi.”

Ebbene, come emerge dalla decisione assunta dal Tribunale di Lecco, si estende la procedura della liquidazione di patrimonio anche a favore del socio illimitatamente responsabile di una società di persone o del socio accomandatario di una società in accomandita per azioni, tenuto conto che lo stesso,  non avrebbe la facoltà di accedere direttamente agli strumenti di regolazione della crisi e/o dell’insolvenza contemplati dalla legge fallimentare ma potrebbe accedervi solo di riflesso per estensione della eventuale dichiarazione di fallimento pronunciata nei confronti della società insolvente.

Sennonché, la sentenza in esame, trova il suo risvolto innovativo nell’applicazione del nuovo all’art. 6 comma 2 lett. b) della L 3/2012 così come modificato dall’art. 4- ter della L. 18 dicembre 2020 n. 176 di conversione del D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, il quale prevede ora espressamente “che per consumatore s’intende la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta anche se socio di una delle società appartenenti ad uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del titolo V del libro quinto del codice civile per i debiti estranei a quelli sociali.”

Il Tribunale di Lecco ha così ammesso lo strumento della liquidazione del patrimonio a favore del socio di una s.a.s. poiché tale società è risultata non fallibile per mancato superamento dei limiti dimensionale e, dunque, anche il socio non poteva essere assoggettato a fallimento per estensione, il quale ha, in tal modo, beneficiato degli effetti esdebitatori tramite il ricorso alla procedura suddetta.

La decisione in commento, in applicazione delle disposizione di cui alla legge n.176/2020, apporta, altresì, uno spunto riflessivo sul requisito “dell’assenza di atti in frode ai creditori negli ultimi cinque anni”, il quale non costituisce più caratteristica di accesso alla liquidazione del patrimonio attesa l’abrogazione implicita dell’art. 14- quinquies, comma 1, della L. 3/2012 nella parte in cui prescriveva la verifica di tale presupposto, ad opera dell’art. 4-ter, comma 1, lett. l), del d.l. n.137/2020, convertito con la legge 176/2020 avendo quest’ultima introdotto la facoltà del liquidatore, autorizzato dal giudice, all’esercizio di azioni revocatorie ex art. 2901.

È da rilevare come la giurisprudenza è ancora giovane sull’argomento ma inizia, comunque, ad emergere, nelle procedure di composizione della crisi, un maggiore equilibrio tra i differenti interessi di creditori e debitori.

Trib. Lecco, Sez. I, 5 gennaio 2021

Cesare Guglielmini – c.guglielmini@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
La rivincita del promissario acquirente

Facciamo seguito a nostri precedenti articoli sul tema della decorrenza del termine per la riassunzi...

Crisi e procedure concorsuali

La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sull’annosa questione del dies a quo di decorrenz...

Crisi e procedure concorsuali

Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

La Corte di Cassazione si è espressa in tema di applicabilità del disposto di cui all’art. 168, ...

Crisi e procedure concorsuali

X