Diritto Processuale Civile

Accolto il ricorso ex art. 700 c.p.c. in tutela dell’art. 2476 c.c.

Il Tribunale di Cagliari, in una sua recente pronuncia, ha riconosciuto con fermezza il legittimo diritto invocato da un socio di minoranza, che non partecipando direttamente all’amministrazione sociale, desiderava ottenere proprio dai soci amministratori, notizie sullo svolgimento degli affari sociali oltre a poter consultare anche tramite professionisti di sua fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi all’amministrazione, come prescrive l’art. 2476 c.c. comma secondo.

Nel caso di specie, una società cooperativa a.r.l., facente a sua volta, parte come socio di minoranza di altra società a responsabilità limitata, aveva depositato formale istanza di accesso alla documentazione societaria ma aveva da subito incontrato serie difficoltà nel veder riconosciuto tale diritto.

La società inoltrava quindi ulteriori richieste di accesso alla documentazione, ma dai riscontri ottenuti, si palesava unicamente da parte degli amministratori dell’intervistata, l’intento volto a procrastinare la legittima richiesta, adducendo per di più nessuna seria e concreta giustificazione.

Per questi motivi, la società cooperativa si è vista costretta a depositare ricorso cautelare d’urgenza ex art. 700 c.p.c., per ottenere il riconoscimento del diritto stabilito dall’art 2676 c.c. comma secondo. Il Tribunale, infatti, ritenuta l’esistenza del fumus boni juris, e riscontrato il periculum in mora rappresentato dal fatto che, allo stato, sussisteva il fondato timore di un grave ed irreparabile pregiudizio derivante dalla condotta adottata dalla società anche in relazione ad importanti vicende societarie, quali l’approvazione del bilancio ed il mancato pagamento di ingenti crediti; decretava così il concreto impedimento all’esercizio del diritto al controllo, oltre al possibile danno derivante agli interessi del socio nell’eventualità che se si continuasse ad inibirgli o a ritardare la conoscenza della reale situazione societaria.

Alla luce di quanto sopra, visto il disposto dell’art. 669 sexies secondo comma c.p.c., il Giudice ha ordinato in via d’urgenza alla società l’esibizione al socio dei libri e di tutta la documentazione richiesta, anche tramite professionista di sua fiducia – purché si tratti di un dottore commercialista o un ragioniere commercialista o un revisore dei conti, figure professionali in cui alla competenza tecnica si accompagnino doveri deontologici, quali la riservatezza e il segreto professionale, al fine di garantire l’interesse della società a che le notizie e le informazioni riguardanti l’attività sociale non siano diffuse all’esterno.

La società convenuta, ritualmente costituitasi, aveva richiesto oltre alla revoca del decreto, perfino il risarcimento danni per lite temeraria, senza tuttavia fornire prove valevoli a sostenere le proprie tesi. Il Giudice ha accolto il ricorso, autorizzando così la misura cautelare ed in applicazione della disposizione di cui all’art.669-octies c.p.c., non ha ritenuto nemmeno necessario fissare il termine per l’inizio della causa di merito.

In aggiunta, il Tribunale ha condannato la società convenuta alla rifusione, in favore della ricorrente delle spese processuali, oltre al rimborso delle spese vive documentate ed agli accessori, come per legge.

(Antonio Peroni Ranchet – a.peroni@lascalaw.com)

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