Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Accesso al sovraindebitamento: hai le carte in regola?

Non è omologabile il piano del consumatore che ha assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di adempierle e che, inoltre, ha colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità reddituali.

Non sussistono nemmeno i presupposti per l’accesso alla liquidazione del patrimonio stante l’assenza di qualsivoglia bene da liquidare e di crediti da realizzare.

Con tali motivazioni il Tribunale di Bergamo ha dichiarato inammissibile il piano del consumatore sovraindebitato e ha rigettato la subordinata domanda di accesso alla procedura di liquidazione del patrimonio.

Per quanto riguarda il piano del consumatore, come noto, ai sensi dell’art. 12 bis, comma terzo, L. n. 3/2012, il giudice, per omologare il piano, deve accertare il requisito della “meritevolezza” del debitore, ossia che lo stesso non abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere e, altresì, che non abbia fatto ricorso al credito in maniera non proporzionata alle proprie risorse, generando una situazione di così detto “indebitamento colpevole”.

Ebbene, nel caso di specie, il consumatore aveva prestato fideiussioni in favore di una società partecipata unitamente al coniuge (senza redditi né beni di proprietà) fin da subito lasciata inattiva, nonché aveva imprudentemente continuato a contrarre numerosi finanziamenti personali, senza alcun aumento del reddito.

Per tali motivi il Tribunale non ha ritenuto meritevole il consumatore di accedere ai benefici della procedura di piano del consumatore.

Per quanto riguarda, poi, la procedura di liquidazione del patrimonio ex artt. 14 e ss., L. n. 3/2012, l’accesso ad essa è subordinato alla sussistenza in capo al debitore di un patrimonio liquidabile, ossia comprensivo di beni immobili o mobili e/o di crediti da realizzare.

Tuttavia, nella fattispecie odierna, il sovraindebitato non disponeva di altro che del proprio reddito da lavoro, come tale già liquido per definizione e pronto per essere ripartito tra i creditori, anche senza l’intervento di un liquidatore.

In ragione di ciò, anche la domanda di accesso alla liquidazione del patrimonio è stata rigettata.

Prima di presentare un ricorso per accedere alle procedure da sovraindebitamento, meglio accertarsi di avere tutte le carte in regola!

Trib. Bergamo, 9 novembre 2019

Lodovico Dell’Oro – l.delloro@lascalaw.com

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