Diritto dell'Esecuzione Forzata

Accessione e comunione legale dei beni

Tribunale di Benevento, Ufficio esecuzioni immobiliari, 21 ottobre (leggi l’ordinanza)

L’art. 179 c.c. stabilisce che tra i beni personali dei coniugi, non rientranti nel regime patrimoniale della comunione legale, sono compresi quelli acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione e successione.

Ma cosa accade se su un terreno ricevuto in donazione da uno dei coniugi si costruisce un altro bene (ad esempio una casa di abitazione)?

Quel bene può considerarsi di proprietà di entrambi i coniugi e in quanto tale ricadente nel regime patrimoniale della comunione legale?

 Il caso è proprio quello oggetto della  recente ordinanza emessa dal Tribunale di Benevento nell’ambito della procedura di opposizione  ex art.619 c.p.c . Nel caso di specie viene promossa un’esecuzione immobiliare a carico di una debitrice, in regime di comunione legale, su un immobile, destinato a casa familiare, costruito da entrambi i coniugi durante il matrimonio ma su un terreno ricevuto in donazione dalla moglie .

Il marito della debitrice proponeva opposizione di terzo ai sensi dell’art. 619 c.p.c., sostenendo di aver acquistato la comproprietà, pro indiviso, dell’immobile in forza di usucapione ultraventennale e che l’immobile ricadeva in comunione legale ex art. 177 lett. a) c.c..

Il giudice dell’esecuzione ha negato la sospensione ritenendo che all’immobile così edificato si applichi la normativa prevista dal Capo III del Libro III del codice civile ed in particolare l’art 934 c.c. il quale disciplina l’accessione come modo di acquisto della proprietà a titolo originario, stabilendo che qualsiasi costruzione od opera esistente sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario di quest’ultimo.

La decisione del giudice dell’esecuzione è d’altro canto in linea con il costante orientamento della Corte di Cassazione, da ultimo Cass. Civ. 16/03/2014 n. 6020.

La giurisprudenza di legittimità con la sentenza del 2014 ha confermato un principio precedentemente espresso dalle sezioni unite secondo cui “La costruzione realizzata durante il matrimonio da entrambi i coniugi, sul suolo di proprietà personale ed esclusiva di uno di essi, appartiene esclusivamente a quest’ultimo in virtù delle disposizioni generali in materia di accessione  e, pertanto, non costituisce oggetto della comunione legale, ai sensi dell’art. 177, I comma, lett. b), c.c.“).

L’acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario senza la necessità di apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti che sono oggetto della comunione hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di origine negoziale.

Quindi, la costruzione realizzata in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale di uno di essi è a sua volta proprietà personale ed esclusiva di quest’ultimo in virtù dei principi generali in materia di accessione, mentre al coniuge non proprietario, che abbia contribuito all’onere della costruzione, spetta, previo assolvimento dell’onere della prova di aver fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere nei confronti dell’altro coniuge le somme spese a tal fine (confroem Cass. 3 luglio 2013 n. 1667030 e Cass. settembre 2010, n. 20508).

30 gennaio 2015

Alberta Vettorel (a.vettorel@lascalaw.com)

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