Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

In sede di impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento, l’accertamento dell’insolvenza può fondarsi anche su fatti diversi da quelli in base ai quali il fallimento è stato dichiarato.

E’ quanto stabilito dalla Suprema Corte che, con sentenza pubblicata in data 21 novembre, ha ribadito che, ai fini dell’accertamento dello stato di insolvenza, la relativa verifica possa essere condotta anche su fatti diversi da quelli posti a base della sentenza dichiarativa  di fallimento, oggetto di impugnazione.

Ciò in continuità con il consolidato principio già espresso dalla Corte in forza del quale, in sede di impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento, “l’accertamento dello stato di insolvenza va compiuto con riferimento alla data di dichiarazione di fallimento, ma può fondarsi anche su fatti diversi da quelli in base ai quali il fallimento è stato dichiarato, purché si tratti di fatti anteriori alla pronuncia, anche se conosciuti successivamente in sede di gravame” (cfr. Cass. 27 gennaio 2015, n. 10952).

Lo stato d’insolvenza, pacificamente riconosciuto come l’irreversibile impossibilità, non meramente transitoria, di far fronte in modo regolare alle proprie obbligazioni, si profila ogni qual volta il complesso dei debiti accertati nel corso dell’istruttoria prefallimentare sia almeno pari all’ammontare stabilito in virtù del periodico aggiornamento sancito dal combinato disposto dell’art. 1, comma terzo, L.F. e art. 15, ult. comma, L.F..

Alla luce del principio di diritto, ribadito dalla Suprema Corte, nel giudizio di opposizione alla sentenza di fallimento il convincimento sulla ricorrenza della situazione d’insolvenza, pur se compiuto con riferimento alla data di dichiarazione del medesimo, può fondarsi anche su fatti diversi da quelli sulla base dei quali il fallimento è stato dichiarato, purché si tratti di fatti anteriori alla pronuncia, anche se conosciuti in tempo successivo.

Fermo restando quel potere-dovere riconosciuto in capo al giudice di riscontrare la sussistenza dei presupposti della dichiarazione di fallimento sulla base di ogni atto acquisito al fascicolo fallimentare.

Cass., Sez. Civ. I, 30 settembre 2019, n. 24424

Luigia Cassotta – l.cassotta@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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