L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Abusi edilizi, la patata bollente “passa” all’acquirente

L’aggiudicatario di un immobile acquistato nell’ambito di un’asta giudiziaria, all’esito di una procedura esecutiva immobiliare, rimane soggetto alle sanzioni edilizie che derivano da eventuali abusi precedentemente commessi dal debitore esecutato.

La questione giuridica trae origine da una sentenza con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha rigettato il ricorso ex art. 60 cod. proc. amm. proposto da una società, aggiudicataria di un immobile all’asta, nei confronti di un Comune calabrese, al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensiva, dell’ordinanza di demolizione di opere abusive di cui la ricorrente aveva ricevuto notifica.

Con il ricorso introduttivo la società ricorrente ha eccepito, in particolare, di non essere la diretta responsabile dell’abuso edilizio contestato dal Comune convenuto, avendo acquistato l’immobile all’asta, al termine di una procedura esecutiva, nel medesimo stato di fatto e di diritto in cui l’immobile versava.

Il T.A.R. per la Calabria, investito della questione, ha rigettato il ricorso, ritenendolo manifestamente infondato.

Nel merito, il Tribunale amministrativo ha sostenuto che nel nostro ordinamento giuridico non è rinvenibile una norma che attribuisca all’acquisto avvenuto nell’ambito di un’asta giudiziaria efficacia sanante degli eventuali illeciti edilizi precedentemente realizzati.

Inoltre, il c.d. effetto purgativo, in virtù del quale un bene acquistato all’asta diviene libero da diritti, pesi e limitazioni legali eventualmente gravanti su di esso, non è un effetto estensibile anche alle irregolarità urbanistiche.

Resta salva, tuttavia, la possibilità per l’acquirente-aggiudicatario di attivare la procedura sanatoria entro il termine di 120 giorni dal decreto di trasferimento dell’immobile, purché il credito, da cui ha avuto origine la procedura espropriativa, sia anteriore alla data di entrata in vigore della legge sul condono n. 47/1985.

T.A.R. Calabria – Catanzaro, Sez. II, 25 giugno 2019, n. 1305

Simona Morreale – s.morreale@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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