Le rimesse bancarie sono revocabili?

Sono soggette all’azione revocatoria le rimesse bancarie, effettuate nei sei mesi antecedenti la dichiarazione di fallimento, che abbiano ridotto in maniera consistente e durevole l’esposizione debitoria del fallito nei confronti della Banca, a condizione che quest’ultima fosse a conoscenza dello stato d’insolvenza (artt. 67, terzo comma, l.f. e 70, terzo comma, l.f.).

Come si prova la conoscibilità da parte della Banca dello stato di insolvenza della società in cui versa il fallito?

La prova si ritiene raggiunta mediante l’allegazione, da parte del Curatore, di plurimi elementi quali, ad esempio, procedure esecutive, protesti, notizie di stampa, bilanci d’esercizio. Quest’ultimo documento costituisce un elemento in grado di dimostrare la scientia decoctionis a patto che le risultanze non siano di equivoca interpretazione ma, al contrario, dimostrino in maniera chiara ed univoca lo stato di insolvenza della società debitrice (Cass. civ. Sez. I, 24/12/2004, n. 23976).

Diversamente, le risultanze di bilancio potrebbero non essere da sole sufficienti a dimostrare la conoscenza dello stato di insolvenza da parte dell’Istituto bancario perché, il più delle volte, sono redatte in modo tale da salvaguardare la situazione e la stabilità societaria.

Giulia Ubertone – g.ubertone@lascalaw.com

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