Polizza Linked, tra normativa applicabile ed onere dell’attore in giudizio

La clausola di “proroga” nei contratti di interest rate swap

Una recente ordinanza della Suprema Corte (Cass. Civ., Sez. Unite, 19-1-2017, n. 1311) ha risolto la questione di giurisdizione posta alla propria attenzione, confermando il principio secondo cui le clausole di “proroga” della giurisdizione devono essere interpretate in senso rigorosamente restrittivo.

La Regione Lazio citava in giudizio alcuni intermediari lamentando la loro responsabilità extracontrattuale in relazione ad alcuni contratti derivati interest rate swap, ritenendo che questi avessero mascherato il reale funzionamento dei meccanismi (legali e contabili) previsti per il calcolo dei costi e dei rischi connessi.

Una delle convenute, qualificata la domanda attorea nell’alveo della responsabilità contrattuale, sollevava una questione di giurisdizione sostenendo che i rapporti vigenti tra le parti contenevano una clausola di “proroga”, che derogava alla giurisdizione italiana per tutte le controversie contrattuali.

La resistente, a contrario, affermava la natura extracontrattuale della causa intentata, richiamando a sostegno della propria linea difensiva il principio – già emerso dinnanzi alla Corte Regolatrice – secondo cui “qualora un ente pubblico promuova una causa risarcitoria complessa nei confronti di alcuni istituti di credito – alcuni dei quali con sede all’estero – avente ad oggetto, in via principale, l’illecito extracontrattuale consistente nell’aver tenuto, nella fase anteriore alla stipulazione di uno strumento finanziario derivato, condotte illecite tali da arrecare grave pregiudizio all’ente stesso, sussiste la giurisdizione del giudice italiano, ove l’evento dannoso si sia verificato in Italia” (cfr Cass. Civ., Sez. Unite, 27-02-2012, n. 2926).

La Corte, nel decidere la questione sottoposta alla propria attenzione, ha riconosciuto che il principio di diritto richiamato dalla resistente è costante nelle proprie decisioni: “Del resto tale indirizzo delle Sezioni Unite non ha mai conosciuto ripensamenti o sbavature avendo trovato al contrario convinto e motivato riscontro nella ordinanza n. 19675 del 2014, emessa sul ricorso del Comune di Venezia c. Merril Lynch, dove sono stati esaminati e risolti tutti i possibili profili della questione, qui nuovamente sollevati da [omissis]”.

Ciò premesso, la Corte dando seguito ai propri precedenti giurisprudenziali ha rigettato le argomentazioni della ricorrente, ritenendo tali principi “non scalfit[i] dal contenuto della memoria difensiva, che fa richiamo al Regolamento UE n. 1215/2012, non applicabile ratione temporis perché applicabile soltanto dal 10 gennaio 2015 (art. 81 Reg.). Del pari irrilevante è il richiamo al precedente costituito da Sez. U, n. 22554 del 2014, nel quale la domanda proposta dall’ente pubblico nei confronti della società [omissis] era diretta alla dichiarazione di nullità dei contratti stipulati con la ricorrente. Infine, quanto alla ribadita (con la memoria) richiesta di rimessione pregiudiziale, va ripetuto che alla luce della costante giurisprudenza tanto della Corte di giustizia quanto di queste stesse sezioni unite, le clausole di proroga della competenza giurisdizionale vanno interpretate in senso rigorosamente restrittivo, e vanno distinte dall’accordo che è alla base del rapporto cui la clausola accede. L’interpretazione della clausola attributiva di competenza, al fine di determinare le controversie che rientrano nel suo ambito di applicazione, spetta poi al giudice nazionale dinanzi al quale essa è invocata (Corte di giustizia, sentenza CE 3 luglio 1997 in causa C-269/95; sentenza 9 novembre 2000 in causa C-387/98; Cass. ss.uu. n. 4634 del 2007; n. 2224 del 2010). Talché non può che essere confermato che “la formula relating to this Agreement, contenuta nell’ISDA Master Agreement” non può essere intesa nel senso ampio, tale da ricomprendere la domanda fondata su illecito extracontrattuale (v. Sez. un., n. 2926 del 2012)”.

Cass., Sez. Unite, 19 gennaio 2017, n. 1311

Carlo Giambalvo Zilli c.zilli@lascalaw.com

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