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Testamento a mezzo lettera

La Cassazione, con sentenza del 22.12.2016 n. 26791, ha ribadito che per l’interpretazione del testamento il giudice di merito deve accertare secondo il principio generale di ermeneutica enunciato dall’art. 1362 c.c. – applicabile, con gli opportuni adattamenti, anche in materia testamentaria – quale sia l’effettiva volontà del testatore, comunque espressa, valutando congiuntamente e in modo coordinato l’elemento letterale e quello logico dell’atto unilaterale, nel rispetto del principio di conservazione (Cass. civ., Sez. Seconda, sent. 14 ottobre 2013, n. 23278 e, in precedenza, conformemente Cass. n. 4022/2007).
Tale è il principio che regge la fattispecie e che ben può applicarsi anche in peculiari ipotesi (testamento a mezzo lettera) come quella in esame alla Corte, ammessa – secondo precedente giurisprudenza (Cass. n. 8668/1990) – e ragionevolmente ritenuta espressione non anomala di manifestazione della volontà testamentaria specie quando – come nella fattispecie – a testare era un avvocato, in età avanzata, residente all’estero.

Cass., Sez. II, 22 dicembre 2016, n. 26791

Walter Pirracchio – w.pirracchio@lascalaw.com 

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