Collegio Sindacale: non indugiare, agisci!

Revocazione del credito: inammissibile se si tratta di errore logico – giuridico di operazioni su derivati

Nell’ammissione al passivo, la revocazione del credito ex art. 97 L. Fall. è consentita solo se non è possibile realizzarla con gli altri rimedi dell’opposizione e dell’impugnazione.

 È quanto stabilito dalla Sezione Fallimentare del Tribunale di Bari con ordinanza del 16 maggio 2016,  secondo la quale la revocazione dei crediti ammessi è un rimedio che consente la modifica del provvedimento del giudice delegato solo nelle ipotesi in cui non sia stato possibile realizzarla con i rimedi dell’opposizione e dell’impugnazione. Esso è azionabile nel caso in cui l’ammissione di un credito sia stata determinata da falsità, dolo o errore essenziale di fatto, oppure si rinvengano documenti decisivi prima ignorati.

Secondo il Tribunale di Bari, infatti, l’inadeguatezza della documentazione in relazione alla prova del credito non può essere fatta valere con il rimedio revocatorio, in quanto la revocazione del credito per errore essenziale di fatto può essere pronunciata nell’ipotesi in cui l’errore sia stato causato da una falsa percezione della realtà da parte del giudice.

Ed inoltre, prosegue il Tribunale, la falsa percezione deve risultare determinante rispetto all’ammissione al passivo del credito contestato, con esclusione che l’errore possa riguardare l’inesatto apprezzamento del materiale probatorio o l’errata valutazione giuridica di un fatto.

Il caso in esame vedeva protagonista la curatela fallimentare di una s.r.l. che, con ricorso ex art. 98, comma 4, L. Fall. chiedeva la revocazione parziale dell’ammissione al passivo  del credito di un istituto bancario, sostenendo che l’ammissione fosse stata causata da un errore essenziale di fatto in quanto il giudice delegato avrebbe ritenuto esistenti operazioni di finanziamento per anticipazioni su crediti esteri, mentre le somme erano state destinate all’estinzione di passività conseguenti ad operazioni su derivati.

Il Tribunale barese ha invece rigettato per infondatezza la domanda, chiarendo che la revocazione dei crediti ammessi  è invece un rimedio che consente la modifica del provvedimento del giudice delegato solo nelle ipotesi in cui non sia stato possibile realizzarle con gli altri rimedi consentiti dalla legge fallimentare e che tale vizio sia ricollegabile ad un errore essenziale.

29 giugno 2016

Vito Leporalev.leporale@lascalaw.com

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
responsabilità degli amministratori

Cari Lettori, nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 24 agosto 2021 è stato pubblicato il D.L...

Crisi e procedure concorsuali

“Qualora una banca intenda far valere un credito derivante da un rapporto di conto corrente deve ...

Crisi e procedure concorsuali

Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

È importante per i creditori capire quando un debitore possa ricorrere all’istituto dell’esdeb...

Crisi e procedure concorsuali

X