Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Se il 50 tub hai, non importa se banca non sei

La natura bancaria o meno del soggetto cessionario del credito non rileva ai fini dell’applicabilità dell’art. 50 TUB., trattandosi di una prerogativa che è stata attribuita ai cessionari dei crediti acquistati nelle operazioni di cartolarizzazione (e conseguentemente anche ai loro mandatari) direttamente dalla legge”.

È questo il principio espresso dalla Suprema Corte con l’ordinanza n. 31577/19 del 03/12/2019, con la quale – interpretando gli articoli 50 e 58 del Testo Unico Bancario – la Cassazione ha ritenuto che vada estesa anche ai cessionari di crediti la prerogativa concessa alle banche dall’articolo 50 TUB, secondo cui le banche possono chiedere il decreto d’ingiunzione previsto dall’articolo 633 del codice di procedura civile anche sulla base del solo estratto conto certificato.

Tra le diverse questioni affrontate dalla pronuncia in discorso, degno di nota appare proprio il capo della sentenza in forza del quale la Suprema Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso dei ricorrenti, che invocavano la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 50 TUB, per avere la Corte d’Appello ritenuto che Capitalia Service J.V. s.r.l., pur non essendo una Banca, bensì mandataria mediata di Trevi Finance s.r.l., potesse godere del privilegio di richiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo sulla base del mero estratto conto “certificato” conforme alle scritture contabili della banca.

Vero è, infatti, che  la L. n. 130 del 1999, art. 4, comma 1 dispone che alle cessioni di credito poste in essere ai sensi della stessa legge sulle cartolarizzazioni si applica l’art. 58, comma 3 TUB, il quale prevede, non solo che i privilegi e le garanzie di qualsiasi tipo, da chiunque prestati o comunque esistenti a favore del cedente conservano la loro validità e il loro grado a favore del cessionario, senza bisogno di alcuna formalità di annotazione, ma anche che “restano altresì applicabili le discipline speciali, anche di carattere processuale, previste per i crediti ceduti“.

Continua poi la Corte stabilendo che: “Non vi è dubbio quindi che in base al combinato disposto delle due norme sopra citate è stata estesa anche ai cessionari di crediti acquistati nelle operazioni di cartolarizzazione ex L. n. 130/1999 quella speciale prerogativa concessa dal legislatore all’art. 50 del Testo Unico Bancario – che costituisce una disciplina speciale di carattere processuale – alle banche allo scopo di dotarle di strumenti rapidi ed efficaci che consentano di contenere gli immobilizzi e le perdite su crediti, i cui effetti dannosi si rifletterebbero automaticamente su tutto il sistema economico e finanziario che riceve credito dalle banche”.

Preziosa appare dunque la conclusione ricavabile dalla pronuncia in commento, che ben conferma che la natura bancaria o meno del soggetto cessionario del credito non rileva ai fini dell’applicabilità dell’art. 50 TUB, trattandosi, appunto, di una prerogativa che è stata attribuita ai cessionari dei crediti acquistati nelle operazioni di cartolarizzazione (e conseguentemente anche ai loro mandatari) direttamente dalla legge.

Cass., Sez. I, 3 dicembre 2019, n.31577

Federica Luri – f.luri@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

L’Arbitro Bancario e Finanziario di Torino è tornato ad occuparsi di un tema particolarmente attu...

Contratti Bancari

Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Il Tribunale di Busto Arsizio, in continuità con un indirizzo giurisprudenziale di merito, ha riten...

Contratti Bancari

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

In un giudizio di opposizione all’esecuzione immobiliare, il Giudice ha rigettato l’istanza di s...

Contratti Bancari

X