Contratti

Negozio fiduciario: caratteri, legittimazione a disporre del bene e risarcimento del danno

Cass., 14 novembre 2011, Sez. III, n. 23728

Massima: “Nel contratto fiduciario di compravendita il pactum fiduciae configura un rapporto obbligatorio (in cui il creditore è il fiduciante e  il debitore il fiduciario) che, per la sua sola sussistenza limita l’efficacia reale del contratto stesso nei confronti dei terzi, e di conseguenza anche la legittimazione del fiduciario a disporre del bene sia inter vivos che mortis causa.” (leggi la sentenza per esteso)

L’obbligo di ritrasferimento deve essere adempiuto dal fiduciario- acquirente prescindendo dall’eventuale richiesta del fiduciante – venditore e l’inadempimento comporta (in mancanza di clausola risolutiva espressa, per la quale l’inadempimento in questione determina la risoluzione dello stesso contratto di trasferimento del bene) il risarcimento del danno.

Con la sentenza in commento la Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente statuito che nel contratto fiduciario di compravendita il pactum fiduciae configura un rapporto obbligatorio in cui il creditore è il fiduciante ed il debitore il fiduciario che, per la sua sola sussistenza, ovviamente da provare nel corso del giudizio, limita l’efficacia reale del contratto stesso nei confronti dei terzi.

La configurazione di tale rapporto comporta:

a)      l’obbligo di ritrasferimento in capo al fiduciario-acquirente a prescindere dalla relativa eventuale richiesta del sfiduciante venditore;

b)     il mancato adempimento di tale onere comporta ai sensi dell’art. 1218 c.c. il risarcimento del danno;

c)      il fiduciario inadempiente risulta privo di legittimazione sostanziale a disporre del bene sia inter vivos che mortis causa.

(Giuliana Poggi – g.poggi@lascalaw.com)

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