Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Anche il Tribunale di Ancona conferma: l’art. 1526 c.c. non può applicarsi al contratto di leasing

Il Tribunale di Ancona aderisce all’orientamento giurisprudenziale secondo cui l’art. 1526 c.c. non è applicabile ai contratti di leasing, anche se stipulati prima dell’entrata in vigore della Legge n. 124/2017.

Nel caso di specie, come accade di norma nei contenziosi aventi ad oggetto contratti di leasing c.d. “traslativo”, l’utilizzatore formulava domanda di restituzione dei canoni versati e contestava, altresì, la manifesta eccessività della clausola penale inserita nel contratto, che prevedeva il pagamento di tutti i canoni a scadere, salvo il diritto alla detrazione di quanto eventualmente incamerato dalla società di leasing in sede di vendita.

Il Giudice ha vagliato nel merito le difese dell’utilizzatore, statuendo in primo luogo che la riduzione della clausola penale può essere eseguita d’ufficio solo laddove il debitore abbia allegato tutte le circostanze rilevanti per valutare la natura manifestamente eccessiva della penale, poiché “l’esercizio di tale potere è subordinato all’assolvimento degli oneri di allegazione e prova, incombenti sulla parte, circa le circostanze rilevanti per la valutazione dell’eccessività della penale, che deve risultare “ex actis”, ossia dal materiale probatorio legittimamente acquisito al processo”.

Inoltre, il Tribunale ha affermato che la clausola penale garantisce l’equilibrio sinallagmatico del contratto, avendo previsto “una specifica clausola di detrazione di quanto sarà stato ricavato dalla concedente con il realizzo dell’immobile, che consente l’accredito a favore dell’utilizzatore dell’importo che la concedente avrà realizzato dalla vendita del bene” che secondo il Giudice “è certamente idonea a realizzare il contemperamento degli opposti interessi e a evitare qualsiasi eventuale ipotetico ingiustificato arricchimento da parte della società di leasing”.

Sul punto, la sentenza ricorda che la Legge n. 124/2017, nel disciplinare il contratto di leasing, fa piena applicazione di tali principi escludendo in apice l’applicabilità dell’art. 1526 c.c.

La decisione in commento, inoltre, richiama la recente sentenza di legittimità Cass. Civ., 29 marzo 2019, n. 8980, così aderendo al principio interpretativo secondo cui “la nuova disciplina (legale) della locazione finanziaria, accantonate le classificazioni tradizionali, ha superato il ricorso analogico all’art. 1526 c.c. che non potrà più trovare applicazione ai contratti di leasing anche se stipulati prima della sua entrata in vigore”.

Il Giudice, infatti, non ha dubbi nell’affermare che il contratto di leasing non possa che essere valutato alla stregua di un contratto tipico, che non può subire contaminazioni da parte di altri istituti giuridici.

Questo il principio espresso dal Tribunale nel finale della propria motivazione: “E’ innegabile, dunque, seguendo il ragionamento della S.C., che l’art. 1526 c.c. non è applicabile ai contratti di leasing anche se stipulati prima dell’entrata in vigore della Legge per la mercato e la concorrenza n. 124/2017, in quanto disciplina ad esso estranea”.

Sul punto, si veda il precedente articolo: https://iusletter.com/archivio/la-cassazione-deciso-lart-1526-c-c-non-applicabile-al-leasing/.

Trib. Ancona, 19 agosto 2019, n. 1457.

Carlo Zilli c.zilli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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