La decorrenza del termine di prescrizione del diritto al compenso dell’avvocato

Stai lontano dal vicino, almeno 3 metri!

Le costruzioni effettuate sulla superficie privata, pur rientranti in un edificio condominiale, sono sottoposte ai limiti di distanza imposti in tema di vedute. Ai sensi dell’art 907 c.c., il condomino che voglia installare una veranda (o qualsiasi altro manufatto) sul suolo privato, dovrà dunque rispettare la distanza minima di tre metri dal vicino di casa. 

Il caso in commento trae origine dal giudizio promosso dai proprietari di un appartamento, sito all’interno di un condominio, avverso i propri vicini di casa proprietari di altra unità abitativa site nel medesimo stabile. Gli attori domandavano al Tribunale che i vicini di casa fossero condannati alla rimozione di una veranda posizionata nell’area scoperta di proprietà esclusiva di questi ultimi, in violazione delle distanze di cui all’art. 907 c.c. dettate in tema di vedute.

D’altro canto, i convenuti a loro difesa sostenevano che le abitazioni erano collocate nello stesso edificio e dunque si sarebbe dovuta escludere l’applicazione dell’art. 907 c.c., essendo prevalente la disposizione di cui all’art. 1102 c.c. in tema di uso della cosa comune.

Il Giudice di primo grado a sostegno delle tesi dei convenuti rigettava la domanda attorea. La decisione veniva tuttavia ribaltata in secondo grado.

La corte d’Appello intimava ai convenuti la rimozione della tettoia ed i pali di sostegno sino al rispetto della distanza legale di cui all’art. 907 c.c..

Tale decisione veniva dunque impugnata di fronte alla Suprema Corte, la quale osservava che la norma ex art. 1102 prevale su quella dell’art. 907 c.c. solo qualora la nova costruzione venga edificata sul suolo comune.

A giudizio della Cassazione ne discende che il principio di cui all’art. 1102 c.c. (“ciascun partecipante può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso […]”) può prevalere rispetto a quello dettato in tema di distanze solo ove effettivamente la costruzione si trovi sul bene comune di tutti i condomini.

Se, al contrario, come nel caso di specie, la costruzione si trova inserita nel condominio ma su una porzione di suolo privata, la stessa dovrà rispettare i limiti e le distanze imposte dalla legge.

Alla luce di questo orientamento il ricorso veniva respinto e i proprietari della veranda intimati alla rimozione fino al rispetto della distanza minima di 3 metri.

Per un ulteriore approfondimento, il tema è stato trattato anche in “La finestra sul cortile: norme sulle distanze e disciplina delle cose comuni“.

Cass., Sez. II Civile, 27 febbraio 2019, ordinanza n. 5732

Emanuele Varenna – e.varenna@lascalaw.com

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