Sequestro preventivo e azione esecutiva, cosa prevale?

Pignoramento dei diritti parziari, obbligo o facoltà?

È facoltà del creditore ipotecario agire in via esecutiva direttamente e nei soli confronti del proprietario, come se i diritti parziari non esistessero, ovvero procedere separatamente per poi giungere alla liquidazione separata dei diritti reali gravanti sull’unico bene.

Questo il principio enunciato dalla terza sezione civile del Tribunale di Roma con la sentenza n.24784/2018 che, rigettando la doglianza di parte opponente, si è conformata alla giurisprudenza di legittimità ormai consolidata sul punto.

Nel caso di specie, la parte esecutata lamentava, tra le altre, l’illegittimità del pignoramento in quanto avente ad oggetto soltanto l’usufrutto, in asserita aperta violazione degli artt. 480 c.p.c. e 2812 c.c., che imporrebbero al creditore di subastare l’intera proprietà del bene immobile.

L’opponente, con tale argomentazione, denunciava l’impignorabilità, da parte del creditore ipotecario, del diritto reale minore costituito in data successiva all’iscrizione ipotecaria.

Il Giudice di merito, tuttavia, facendo proprie le argomentazioni espresse nella fase cautelare dal Giudice dell’esecuzione e in sede di reclamo dal Collegio, ha ritenuto tale motivo di opposizione infondato.

Secondo il Tribunale, “è vero che, in forza dell’art. 2812 c.c., il creditore ipotecario può agire in via esecutiva come se i diritti parziari non esistessero, direttamente ed unicamente nei confronti del proprietario, determinando per ciò stesso l’estinzione dei diritti parziari inopponibili con l’aggiudicazione dell’immobile, ma trattasi, per l’appunto, di facoltà, ben potendo, di contro, agire separatamente […] onde poi pervenire alla liquidazione separata dei diritti reali gravanti sull’unico bene”.

Infatti, è proprio la lettera dell’art. 2812 c.c. ad esprimersi in termini di facoltà, e non di obbligo, del creditore ipotecario di subastare l’immobile come libero.

Al contrario, seguendo la tesi di parte opponente, si consentirebbe al creditore particolare dell’usufruttario successivo di espropriare il diritto di usufrutto in pregiudizio del creditore ipotecario, così eludendo il sistema di garanzie normativamente previste in favore di quest’ultimo.

Pertanto, non vi è alcuna preclusione normativa all’espropriazione del diritto minore costituito sul bene ipotecato separatamente dalla nuda proprietà.

Tribunale di Roma, Sez. IV Civ., 31 dicembre 2018, n. 24784

Nicolò Izzi – n.izzi@lascalaw.com

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