La CTU eseguita in mediazione è producibile in giudizio qualora, su accordo delle parti, l’elaborato peritale venga svincolato dall'obbligo di riservatezza

La CTU eseguita in mediazione è producibile in giudizio su accordo delle parti

La CTU eseguita in mediazione è producibile in giudizio qualora, su accordo delle parti, l’elaborato peritale venga svincolato dall’obbligo di riservatezza. In tal caso, la consulenza ha la medesima valenza della perizia redatta su incarico del giudice.

Questo il principio espresso dal Tribunale di Ascoli Piceno con sentenza del 18 ottobre scorso.

Il caso qui esaminato riguardava una causa di opposizione a decreto ingiuntivo, ove parte opponente chiedeva il ricalcolo del credito della Banca per interessi e commissioni applicati in forza di clausole contrattuali asseritamente nulle e per illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi.

Il giudice, all’udienza di prima comparizione, trattandosi di materia bancaria, soggetta al procedimento obbligatorio di mediazione ex art. 5 comma 1 bis D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, delegava le parti ad instaurare la procedura di mediazione. La difesa di parte debitrice richiedeva al Giudice di sospendere la remissione delle parti in mediazione per la pendenza di trattative che, tuttavia, sortivano poi esito negativo.

Il giudice, dunque, inviava nuovamente le parti alla procedura di mediazione obbligatoria, invitando altresì il mediatore a redigere CTU con nomina di un perito iscritto all’albo dei consulenti tecnici del Tribunale.

All’esito le parti davano atto che la mediazione, nonostante la CTU espletata non avesse avuto esito positivo. In sede decisionale, il giudice ha ritenuto che l’opposizione non fosse fondata e, pertanto, dovesse essere rigettata, avendo il creditore assolto all’onere probatorio su di esso incombente, circa la certezza, liquidità ed esigibilità del credito, tramite la produzione documentale.

In particolare, tale assunto era corroborato dalla CTU esperita in sede di mediazione e confluita in giudizio unitamente al verbale negativo di mediazione con il consenso delle parti e, dunque, svincolata da riservatezza.

Il giudicante ha affermato che l’elaborato peritale era producibile in giudizio in quanto espressamente svincolato da riservatezza e, in particolare, che lo stesso “ha la stessa valenza ed efficacia della perizia redatta su incarico del giudice in quanto le parti hanno concordato, sempre in sede di mediazione, altresì che la stessa sia vincolante fra di loro”.

La redazione della consulenza tecnica in sede di mediazione, pertanto, può avere vantaggi, sia in termini di costi che di tempi di redazione, e può confluire nel successivo giudizio o unitamente alla proposta del mediatore o, come nel caso de quo, prodotta dalle parti unitamente al verbale negativo.

Alla luce di ciò, il Tribunale ha respinto l’opposizione proprio sulla base delle risultanze peritali ottenute in sede di mediazione, ritenendo la domanda attorea infondata in fatto ed in diritto, e per l’effetto ha confermato il decreto ingiuntivo opposto.

Tribunale di Ascoli Piceno, sentenza del 18 ottobre 2018

Giulia Martucci – g.martucci@lascalaw.com

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