Anticipazioni bancarie e concordato in bianco: sì alla sospensione se non è provata la cessione

Troppi finanziamenti? Non è indebitamento colpevole

Il Tribunale di Napoli Nord, nel decreto di omologa di un piano del consumatore ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del D.Lgs. n. 3/2012, fornisce la propria lettura dei requisiti richiesti dal testo di legge per essere ammessi alla procedura.

Come noto, infatti, preliminarmente accertato lo stato di sovraindebitamento, definito dalla stessa norma come una “situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle”, un debitore deve provare che il piano presentato sia effettivamente conveniente per i propri creditori rispetto all’alternativa liquidatoria, oltre che la sussistenza del requisito della meritevolezza.

Proprio sulla verifica di quest’ultimo punto, il Tribunale di Napoli Nord è intervenuto discostandosi dalla precedente Giurisprudenza di Merito.

Secondo l’orientamento consolidato, infatti, il debitore non sarebbe meritevole di accedere ai benefici della procedura, qualora abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere, ovvero, nel concreto, abbia fatto ricorso al credito in maniera non proporzionata alle proprie risorse, generando una situazione di così detto “indebitamento colpevole”.

Ebbene, il Tribunale partenopeo ha ritenuto di non ravvisare elementi di colpevolezza nella condotta del debitore: decisivo sarebbe l’articolo 124 bis, comma 1 del TUB, ove impone al finanziatore una preliminare valutazione del merito creditizio del consumatore. Così facendo “il sovraindebitamento derivante dalla stipula del contratto di finanziamento è riconducibile in relazione causale esclusivamente all’intermediario finanziario”, e non anche al debitore, la cui condotta non sarebbe censurabile sotto tale profilo.

Tale decisione, come anticipato, rappresenta una voce fuori dal coro rispetto alle numerose sentenze di parere contrario, forse anche nell’orbita di quei principi comunitari che esortano le Banche ad una valutazione più che scrupolosa delle richieste di finanziamento.

Nell’attesa dell’intervento di una sentenza di Legittimità a dirimere la questione, ci si domanda come, a questo punto, sarebbe corretto interpretare il requisito della meritevolezza.

Tribunale di Napoli Nord, decreto del 21 dicembre 2018

Sacha Loforese – s.loforese@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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