Vizio della citazione in appello, la rinnovazione retroagisce alla data di citazione

Interruzione del processo: effetti nei confronti delle parti

La mancata riassunzione comporta l’estinzione del solo rapporto processuale relativo alla parte attinta dall’evento interruttivo, oppure si propaga e coinvolge anche le altre parti comportando l’estinzione dell’intero processo?

La questione è stata risolta dalla Suprema Corte, che si è pronunciata con una recente ordinanza sul punto.

La vicenda in esame aveva visto la proposizione di opposizione a decreto ingiuntivo innanzi al Tribunale di Padova. In particolare, l’opponente, al fine di vedere riconosciute le proprie ragioni aveva chiamato in causa diversi soggetti, tra i quali figurava una società che veniva dichiarata contumace. Successivamente il Giudice dichiarava altresì l’interruzione del processo a causa del fallimento della stessa società. Per il Giudice di prime cure, infatti, la causa era estinta in quanto non riassunta entro i termini.

Tale decisione, impugnata dall’opponente in sede d’Appello, veniva confermata dal Collegio sulla base della presunta propagazione dell’interruzione rispetto al rapporto processuale con le altri parti. Veniva così confermata la teoria prospettata dal Giudice di merito secondo cui, in mancanza di separazione delle cause, l’effetto interruttivo si realizza per l’intero processo.

Il soccombente così decideva di ricorrere in Cassazione e la Corte accoglieva il ricorso ribaltando così le determinazioni dei precedenti gradi di giudizio.

La Suprema Corte cassa la sentenza con rinvio in ragione del fatto che l’interruzione determinata dal fallimento della parte chiamata in garanzia e la rilevata tardività dell’istanza di riassunzione, che ha cagionato l’effetto dell’estinzione dichiarata da Giudice, ha riguardato solo la parte investita dall’evento. Non vi è alcuna propagazione dell’interruzione rispetto al rapporto processuale con le altre parti, ragione per cui il ricorrente non aveva l’onere di provvedere alla riassunzione.

Cass., Sez. III Civ., 13 dicembre 2018, ordinanza n. 32228

Gianluca Pappacena – g.pappacena@lascalaw.com

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